Cambridge Analytica
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Gli interessi geopolitici occulti dietro lo scandalo Cambridge Analityca. I servizi giornalistici delle testate Observer e New York Times hanno aperto un vero e proprio Vaso di Pandora, di cui è ancora molto arduo definire tutte le possibili complicazioni e connessioni.

Tra gli articoli e i servizi che sono stati prodotti in questi giorni dai vari mezzi di comunicazione, pochi hanno avuto come focus gli elementi geopolitici che fino ad ora sono emersi dallo scandalo di Cambridge Analityca (CA).

Emerge, da queste informazioni, un mosaico composto da bugie e verità intrecciate strettamente tra loro con lo scopo di manipolare le scelte politiche fatte da un gran numero di cittadini in ogni parte del Mondo.

Al momento, geopoliticamente, sono implicati in diversa misura gli Stati Uniti d’America, l’Unione Europea e la Gran Bretagna. Di seguito vedremo come e perché questi paesi sono implicati in questo “scontro geopolitico”.

Gran Bretagna – Stati Uniti

Cambridge Analityca, società privata britannica di consulenza politica costituita il 31 dicembre 2013, ha la sua sede principale a Westferry Circus (City di Londra), che utilizza il recupero, la successiva sistemazione e l’analisi definitiva dei dati per offrire una comunicazione strategica mirata alle campagne politiche dei propri clienti.

Ad esempio CA ha fornito sostegno anche per la campagna politica di un ancora misterioso partito politico italiano (unico caso confermato in Europa). L’idea, a mio avviso ad un tempo geniale e pericolosa, è quella di applicare alle campagne politiche moderne le moderne tecniche usate per portare avanti le campagne pubblicitarie di un qualsiasi prodotto commerciale.

L’azienda londinese possiede due laboratori comportamentali per le sue due Divisioni: una commerciale, l’altra politica. Dove è possibile trarre le migliori informazioni per una pubblicità mirata ad un determinato tipo di pubblico? Dai social network ovviamente, visti da queste compagnie private come una veloce ed accessibile autostrada per giungere alle tanto agognate informazioni! Cambridge Analityca ha avuto tra i suoi fondatori, e per alcuni anni ne ha anche ricoperto la carica di vicepresidente, Steve Bannon, guru di Trump e suo direttore della campagna presidenziale.

Medesima competizione in cui sarebbero state utilizzati i dati rubati per agevolare la successiva vittoria trumpiana.

CA, grazie ad un algoritmo matematico creato da Aleksander Kogan, matematico russo, è riuscito a ottenere il perfetto Cavallo di Troia con il quale  interfacciandosi con “270mila utenti” di Facebook sono riusciti a risalire (tramite i loro amici) a 50 milioni di utenze.

Fine ultimo è stato l’ottenimento di dati rilevanti per influenzare, tramite una pubblicità mirata, il voto alle Elezioni Presidenziali del 2016.

Il colosso di Mark Zuckerberg, che ha ceduto involontariamente le notizie di milioni di profili di suoi utenti a Cambridge Analityca, è accusata di aver tralasciato di informare la pubblica opinione dell’accaduto. Facebook ha dimostrato di essere un “falso amico” per i suoi fruitori, nel senso che non ha mostrato di averne a cuore la sicurezza e la privacy.

Da ciò si evince che l’uso politico dei dati acquisiti in maniera tanto disinvolta è strettamente connesso con attività di geopolitica, per il semplice motivo che chi ha il controllo di Internet, ha la gestione dell’Informazione.

Europa

Le grandi compagnie di informatica sono presenti principalmente tra gli USA e la Cina, mentre l’Europa è rimasta molto indietro nella competizione internazionale per il controllo dell’universo informatico.

I problemi europei che devono essere risolti il prima possibile sul fronte informatico sono la tassazione unica alle grandi aziende del settore e la politica sulla privacy. Sul primo punto si vorrebbe passare da una tassazione generale europea ad una tassazione che sia pagata per ogni singolo paese in cui le multinazionali operano.

L’Irlanda, l’Olanda e il Lussemburgo sono tra le nazioni contrarie perché le aziende del settore hanno sede da loro, per pagare meno tasse. Influenzare il processo elettorale per Giovanni Buttarelli, garante della Privacy dell’UE, è un vero e proprio attacco alla stabilità dell’Unione e della democrazia.

Bruxelles è preoccupata per il presunto uso politico di dati personali informatici, acquisiti in maniera disinvolta, in diverse competizioni politiche europee, tra le quali non ultima la Brexit.

In quest’ultima vicenda sarebbe implicata, secondo l’informatore Christophere Wylie, Aggregate IQ, una società canadese collegata con CA.

L’uso spregiudicato dei modelli matematici utilizzati da Kogan ha cambiato il destino europeo e americano a causa della loro “occulta” interferenza della Brexit e dell’elezione di Trump. La sfida per il potere tra i big della Rete è ancora in corso. Presto vedremo chi avrà vinto e chi avrà perso…

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.