Cancellare i ricordi con il laser: quali sono i rischi etico-filosofici?
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Si possono eliminare i ricordi che bloccano le nostre vite con un colpo di luce? Attualmente la tecnologia sembra permetterlo

Convivere con ricordi traumatici sconvolge spesso le vittime di eventi estremi. Una tecnica laser promette di lenirne le conseguenze

Cinema e Disordini Post Traumatici

Una delicata pellicola del 2004, “The eternal sunshine of the spotless mind”, uscito in Italia con il titolo “Se mi lasci ti cancello”, introduce efficacemente i temi etici e filosofici della memoria umana. La capacità di conservare i ricordi, piacevoli o dolorosamente insostenibili, è un valore o a volte l’oblio sarebbe da preferirsi? La capacità umana di conservare memoria di eventi avvenuti in momenti specifici del passato è un pregio evolutivo che ci ha consentito di elevarci come specie su tutte le altre, costruendo società complesse e tramandando di generazione in generazione le scoperte fatte dai nostri predecessori. I ricordi sono un tratto insostituibile della specie umana, tuttavia, i singoli individui possono sperimentare nel corso delle proprie vite eventi negativi di intensità tale da scavare profonde cicatrici nella psiche, menomandone la capacità di continuare a vivere. Chi è sopravvissuto a eventi estremi può generare disturbi mentali definiti Disordini Post Traumatici da Stress. Per questi sfortunati, poter eliminare selettivamente i ricordi insostenibili risparmierebbe la sofferenza di rivivere costantemente le proprie tragedie.

Ricordare o eliminare la sofferenza

Il dilemma ha radici tanto antiche quanto la memoria collettiva della nostra specie, ma era fino ad ora un quesito meramente speculativo. Oggi la tecnologia ci pone di fronte alla possibilità di eradicare effettivamente solo alcuni ricordi, rendendo reale la scelta. L’ultima barriera etica è costituita dalla irreversibilità della cancellazione: una volta bruciato il ricordo, nulla lo può far rivivere, con l’incognita di effettuare interventi parziali e quindi spezzare catene di pensieri ad esso connessi.

Nella tragedia “La Tempesta”, William Shakespeare fa dire a Prospero che “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, altrettanto tranquillamente si può affermare che la trama della nostra mente è fatta della stessa sostanza dei ricordi, che hanno plasmato la nostra personalità in un modo irripetibile. Il filosofo Peter Sloterdijk ha indagato il legame tra vita morale e memoria ed ha ridotto la prima ad un delicato addestramento, privo di respiro critico, basato sulle ripetizioni. Ovviamente le ripetizioni presuppongono i ricordi, legando indissolubilmente i due concetti. Per Sloterdijk ogni azione, dalla più elevata alla più infame, presuppone gesti ripetuti ed esercizi replicati, che costruiscono la trama dei ricordi che intesse le nostre menti.

Quelli che nel presente soffrono del passato

Sebbene pochi ne siano coscienti appieno, la memoria non riguarda il passato, ma sostanzialmente impatta sul presente. Il ricordo si costruisce esclusivamente nell’attimo in cui i fatti accadono e tornano alla coscienza sempre in un momento presente, pur se futuro rispetto a quello cui appartiene l’evento ricordato.

La tecnologia oggi offre una strada per cancellare selettivamente dalla nostra esperienza specifiche memorie, ponendo tuttavia seri dubbi etici sull’opportunità di intervenire sulla mente stessa.

Recentissimi studi sui topi effettuati alla Boston University presso il Center for Memory & Brain dimostrano l’efficacia di una tecnica che interviene sulle strutture cerebrali sfruttando fasci laser. L’intervento si è dimostrato capace di modificare i ricordi e secondo il ricercatore Steve Ramirez, in un futuro prossimo sarà possibile applicarla all’uomo. Ulteriori ricerche effettuate in Francia nell’ambito del progetto “Paris Mem” dallo psicologo Alain Brunet utilizzano sostanze psicotrope per modificare i ricordi di gravi eventi traumatici e le emozioni ad essi associate.

Se mi lasci ti cancello

Il citato film “The eternal sunshine of the spotless mind” tratta correttamente, anche se in chiave semplificata, i dubbi legati all’effettivo impiego delle tecniche di cancellazione selettiva della memoria umana. Nella pellicola una azienda biotech offre ai clienti la cancellazione accurata di ricordi di persone ed avvenimenti, indissolubilmente legati ad emozioni spiacevoli. Condizione imprescindibile per poter procedere alla cancellazione è la stesura da parte del paziente di un diario estremamente accurato degli eventi da eliminare. La differenza tra una buona cancellazione o una non corretta è data dall’omissione nella narrazione di dettagli erroneamente considerati secondari. I brandelli di ricordo non cancellati (perché non citati nel diario) portano, infatti, il soggetto alla ossessiva ricerca delle memorie escisse. La ricerca è tesa a colmare il vuoto venutosi a creare con l’intervento, un po’ come per i dolori derivanti dalle cicatrici di un intervento chirurgico importante. Nel film, tali soggetti provano un’insanabile inquietudine derivante dal fatto che non sanno cosa stiano cercando, sebbene percepiscano la mancanza di qualcosa di estremamente importante. Probabilmente prima di giocare con la mentre umana dovremmo comprenderne i meccanismi profondi di funzionamento.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.