Cani e gatti vittime del Coronavirus
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In questi ultimi tempi molti gatti e cani sono abbandonati perché incolpati di diffondere il Covid-19. Una grossa sciocchezza 

Sono tempi duri, lo sappiamo tutti. L’economia è ferma, non è possibile spostarsi da casa, se non in casi estremi e la morte cammina veloce trasportata da un virus, il Covid-19

Eppure a pagare tutto ciò sono i nostri amici a quattro zampe. A causa della (proverbiale) stupidità umana. 

Aumento vertiginoso di abbandoni di cani e gatti

Sono sempre di più i cani e i gatti abbandonati dai loro padroni, che temono la propagazione del Coronavirus da parte dei nostri animali domestici. Cosa assolutamente falsa visto che tutte le ricerche fino ad ora condotte stanno dimostrando in maniera inequivocabile che gatti e cani non sono propagatori del Covid-19. 

L’appello dei veterinari

Oltre a vari appelli che stanno comparendo in televisione, sui giornali e sui social da parte dei veterinari di tutta Italia per impedire questo vero e proprio scempio dell’intelligenza umana, sta comparendo un nuovo problema. 

Come ricorda tra gli altri La Stampa, non si deve utilizzare la candeggina, nemmeno diluita con acqua, per detergere le zampe dei nostri cani. 

Il perché è molto semplice: la candeggina fa male alla salute perché è una sostanza altamente tossica, la quale può danneggiare la pelle, gli occhi e il muso se ingerito. 

E’ giusto pulire le zampe per evitare di trasportare sporcizia in casa ma non usando la candeggina. Basta utilizzare acqua e sapone. 

Importante da sapere è che il virus muore molto velocemente a contatto con l’aria e con il sole, quindi la possibilità di trasportarlo in casa a causa delle zampe dei nostri amici o tramite le suole delle nostre scarpe è molto bassa.

Prima di agire ragioniamo sempre se no rischiamo di fare del male a noi stessi e ai nostri animali domestici.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.