Theresa May
Theresa May
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Theresa May si dimette da leader del partito conservatore britannico Tory, così come preannunciato due settimane fa.

Dimissioni per la May

Lo aveva annunciato, Theresa May, e l’ha fatto. Non è bastata la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di questi ultimi giorni, con cui aveva trovato un favorevole accordo per garantire la buonuscita della Gran Bretagna dall’eurozona, a farle cambiare idea. E non sono bastate neanche le parole di incoraggiamento dello stesso presidente a darle la forza di rimanere nel ruolo guida del partito conservatore britannico.

Fino a quando non verrà nominato un successore a capo dei Tory, però, la May rimarrà alla guida del governo. Ancora per poco, però: le nomine inizieranno dalla prossima settimana, terminando verso l’ultima settimana di luglio, precisamente tra il 22 e il 25. E la lista per il ruolo di capo del partito è già lunga.

Possibili successori

Sono molteplici i nomi dei candidati che potrebbero prendere il posto della leader dimissionaria. Al primo posto su tutti troneggia l’ex sindaco di Londra Boris Johnson, avvantaggiato anche da un sondaggio di YouGov pubblicato dal Times nel giorno dell’annuncio delle dimissioni, il 24 maggio.

Oltre Johnson, sono plausibili le nomine di Michael Gove, attuale ministro dell’ambiente e di Jeremy Hunt, ministro degli Esteri. Si fanno nuovamente i nomi anche di Andrea Leadsom e di Dominic Raab, quest’ultimo ex ministro per la Brexit. Meno probabilità per Esther McVey, ex ministro del Lavoro, Mark Harper, che dal 2010 al 2015 è stato sottosegretario all’Interno, e per Sam Gyimah, precedente sottosegretario all’Università.

Nella sfilza dei possibili candidati ci sono anche l’attuale ministro dell’Interno Sajid JavidRory Stewart, il quale occupa il ruolo di ministro dello Sviluppo Internazionale. Per concludere presenti anche i nomi di Matt HancockKit Malthouse: il primo è l’attuale ministro della Sanità, il secondo fu vicesindaco di Londra ai tempi di Boris Johnson.