capodimonte museo su google arts
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Il museo in un solo click. È la sintesi della partnership tra il Museo di Capodimonte e Google, che attraverso Google Arts & Culture permette, da oggi, ai visitatori virtuali di tutto il mondo di entrare, attraverso lo schermo del proprio dispositivo, nelle stanze di uno dei musei più antichi e importanti del Mezzogiorno d’Italia.

L’iniziativa è stata annunciata ieri nel corso della presentazione di Grow with Google Napoli, che oltre a Capodimonte coinvolge altri sei poli museali partenopei, tra cui il Museo Archeologico Nazionale e il Museo Madre. Il progetto prevede anche dei seminari gratuiti per diffondere le competenze digitali, oltre a un’area espositiva aperta fino al 3 novembre, gratuitamente, nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa, dove si potrà ammirare la mostra interattiva dal titolo: Napoli città d’arte.

I capolavori disponibili e la tecnologia Art Camera

Per quanto concerne Capodimonte, la maggior parte degli oltre cinquecento capolavori disponibili (tra cui la Flagellazione di Cristo di Caravaggio, la Danae di Tiziano, la Parabola dei ciechi di Brueghel il Vecchio e la Madonna del divino amore di Raffaello) è stata fotografata in altissima definizione grazie alla tecnologia Art Camera, che ne permette uno studio nel dettaglio, capace di mostrare addirittura particolari non visibili a occhio nudo. Nel corso della presentazione di Grow with Google Napoli ci si è soffermati sul Soplòn di El Greco, spettacolare opera che ritrae il giovane mentre soffia sul tizzone infuocato: grazie agli strumenti tecnologici messi in campo, è possibile letteralmente “entrare” nella pennellata che ha dato vita alla fiamma.

Quello di Capodimonte è il più grande parco urbano di Italia, e il complesso che riunisce Bosco e Museo costituisce una istituzione culturale nota in tutto il mondo. Le opere d’arte che vi sono ospitate sono quasi cinquantamila, divise in centoventisei sale che ospitano importantissime collezioni di arte antica, moderna e contemporanea (basti pensare alle sale dedicate a Michelangeno, Caravaggio, Raffaello, Gentileschi; e poi Botticelli, Tiziano, Simone Martini, Ribera e Luca Giordano). Capodimonte è tra l’altro l’unico museo italiano che, oltre a rappresentare la maggior parte delle scuole d’arte italiane della modernità, ospita anche artisti contemporanei come Burri, Paolini, Bourgeoise, Warhol e Kiefer.

È chiaro quindi che un processo di digitalizzazione, che non limita la fruizione reale del museo, ma anzi la completa, non poteva che trovare riscontro in un complesso come quello napoletano, che ospita annualmente circa un milione e mezzo di visitatori ogni anno.

I percorsi: dal Bosco al Vesuvio

I percorsi visitativi sono divisi in quattordici storie, tra cui un racconto breve da dieci slides, una storia per bambini, due sulla vita del Bosco di Capodimonte, una sul rapporto tra il Vesuvio e l’arte, e una sulla famiglia Farnese. È proprio da lì, infatti, che tutto ebbe inizio, quando Carlo di Borbone ereditò la Collezione Farnese dalla madre Elisabetta, e la portò a Napoli per esporla nella reggia di Capodimonte. Un palazzo che avrebbe avuto la funzione di pinacoteca ma anche (e da qui l’enorme parco) di casino di caccia.

Le passeggiate virtuali

Il primo piano del Museo e l’intero Bosco saranno visitabili completamente grazie a Street View: ci si potrà inoltrare tra edifici e opere d’arte, se ne potranno studiare nel dettaglio i particolari, tutto attraverso un processo estremamente facile e fruibile. Le immagini delle gallerie sono state scattate a 360° e questo darà la possibilità ai visitatori virtuali di simulare una passeggiata tra le sale museali, potendosi muovere con naturalezza tra tutte le sessanta stanze del primo piano, a cominciare dai famosi Saloni (quello della Culla e quello delle Feste).

Sylvain Bellenger, direttore del museo, e artefice in questi ultimi anni del rilancio tanto del complesso quanto (e soprattutto) del parco, ha espresso la sua soddisfazione a margine della presentazione: «Grazie alla piattaforma Google, il Museo di Capodimonte sarà accessibile tutti i giorni dell’anno, ventiquattr’ore al giorno, da ogni angolo del pianeta. È per questo che sono particolarmente orgoglioso: si tratta di un’apertura a un accesso mondiale e altamente democratico alla nostra immensa collezione».