Carabiniere ucciso
Carabiniere ucciso, gli interrogatori sono stati fatti nel rispetto della legge
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Secondo il PM gli interrogatori sono stati effettuati rispettando la legge

Vi abbiamo già parlato del tragico episodio dell’uccisione del Carabiniere Mario Cerciello Rega e della polemica che ha suscitato la foto di Christian Gabriel Natale Hjort bendato nella caserma. Proprio poco fa è intervenuto il PM Michele Prestipino, per ribadire che gli interrogatori sono stati effettuati rispettando la legge.

Inoltre, ha parlato anche il comandante dei carabinieri Gargano per smorzare le polemiche in merito all’intervento dei due carabinieri aggrediti.

Le parole del PM

Il PM Prestipino ha voluto precisare alcune in cose in merito all’interrogatorio degli imputanti, soprattutto alla luce della, ormai, famosa foto pubblicata che vede uno dei ragazzi bendato:

“Gli interrogatori sono stati effettuati con tutte le garanzie difensive. Alla presenza dei difensori dell’interprete e previa lettura di tutti gli avvisi di garanzia previsti dalla legge. Gli interrogatori sono stati anche registrati”.

Ovviamente ha voluto precisare che s’indagherà sul motivo per cui il ragazzo fosse bendato nella caserma dei carabinieri: “Senza alcun pregiudizio e con il rigore già dimostrato da questa procura in altre analoghe vicende. La procura ha già avviato le indagini per accertare quanto accaduto, per consentire la più adeguata qualificazione giuridica e per individuare tutte le responsabilità“.

Carabiniere ucciso: alcune precisazioni

Il comandante dei carabinieri Gargano ha voluto precisare, con rammarico, alcuni dettagli sull’intervento di Mario Cerciello Rega e del collega in quella tragica notte:

“Disappunto e dispiacere per le ombre e i presunti misteri che sono stati sollevati e diffusi in merito a questa vicenda. Sono stati aggrediti immediatamente dai 2 americani non c’è stata possibilità di usare armi, di reagire. Nel momento in cui Mario Cerciello Rega e Andrea Varriale si sono qualificati, sono stati immediatamente aggrediti”.

Questa vicenda continuerà a suscitare polemiche, ma a questo punto occorre solo far lavorare la magistratura per arrivare fino in fondo a un chiarimento definitivo sulla questione del carabiniere ucciso, senza fare congetture che non hanno né capo né coda.

 

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Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.