Mario Cerciello Rega
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Dal Premier Conte, a Salvini, alla stampa americana, un polverone mediatico sul trattamento riservato in caserma all’americano, sospettato per la morte del carabiniere

Dopo i funerali del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso a coltellate a Roma nella notte del 26 luglio, i riflettori sono ora puntati sulla foto choc del ragazzo americano fermato per l’omicidio. Si tratta di Christian Gabriel Natale Hjort, uno dei due giovani americani coinvolti nell’omicidio, immortalato in una foto che ha destato da subito una grossa bufera mediatica.

CNN politics

Interviene la stampa americana

Lo scatto ritrae il sospettato ammanettato, con gli occhi bendati, seduto ad una scrivania della caserma di via Selci. Qualcuno scatta prontamente una foto e in pochissimo tempo inizia a circolare, facendo il giro del web. Da subito si alza un polverone che porterà la foto del 19enne americano sulle prime pagine della stampa di tutto il mondo. “Un’immagine scioccante”, viene definita dalla Cnn. “Un atto illegale”, precisano il Washington Post e il Los Angeles Times.

Caso da verificare

Dalla Procura di Roma, si è espresso in merito alla questione il procuratore generale Giovanni Salvi, il quale fa sapere che saranno effettuate verifiche “per accertare chi, per quali ragioni e per disposizione di quale autorità abbia bendato l’indagato e abbia ritenuto di tenere l’indagato in manette, si accetteranno anche eventuali responsabilità per omessa vigilanza”. La confessione del delitto resta per ora non invalidata da nessuna condotta scorretta.

Riflettori puntati della stampa americana

Al di la del fatto che sia contestualizzata o meno, la grossa risonanza di questa immagine rischia di cambiare il corso delle indagini. C’è chi sostiene l’analogia con il caso di Amanda Knox, accusata e poi assolta per l’omicidio della studentessa Meredith Kercher. La stampa americana di allora la dipinse come una vittima coinvolta in un caso di malagiustizia e manca poco affinché il tutto si ripeta con la stessa enfasi.

Giuseppe Conte

Le parole delle autorità italiane

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è intervenuto ieri sera su Facebook, esprimendo il suo pensiero in merito ai fatti accaduti in caserma. “Non c’è nessun dubbio che la vittima di questa tragedia sia il nostro carabiniere, il nostro Mario. Invito tutti a considerare, tuttavia, che bene ha fatto l’Arma a individuare il responsabile di questo improprio trattamento e a disporre il suo immediato trasferimento. Chiariamolo bene: ferme restando le verifiche di competenza della magistratura, riservare quel trattamento a una persona privata della libertà non risponde ai nostri principi e valori giuridici, anzi configura gli estremi di un reato o, forse, di due reati. Parimenti censurabile è il comportamento di chi ha diffuso la foto via social in spregio delle più elementari regole sulla tutela della privacy”. Quanto al Ministro Salvini, più radicale è sembrata la sua posizione. “A chi si lamenta della bendatura di un arrestato, ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un uomo, un figlio, un marito di 35 anni, un Carabiniere, un servitore della Patria morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita.”