Ospedale Cardarelli Resta a Casa! Noi non possiamo (Fonte Pagina Facebook Ospedale Cardarelli)
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Cardarelli: appello virale sui social da parte dell’ospedale napoletano per evitare la diffusione del Coronavirus, Vediamo come

I social sono di fondamentale importanza per veicolare notizie e informazioni della più diversa natura e tipologia. Proprio in questo periodo, così difficile a causa del terribile Covid-19, noi tutti stiamo imparando ad apprezzare ulteriormente il valore che possono avere social come Facebook o WhatsApp.

L’ospedale partenopeo “Antonio Cardarelli”, in questi giorni, ha realizzato una foto appello per internet ormai diventata virale. Questo nosocomio è il più importante del Meridione d’Italia, anche per questo motivo il suo appello ha fatto tanto riflettere.

“Resta a casa! Noi non possiamo” appello del Cardarelli

La foto, inserita su Facebook, ci mostra un gruppo rappresentativo delle varie categorie di dipendenti che operano al Pronto Soccorso del Cardarelli: medici, infermieri, personale delle pulizie e guardie. Tutti indossano la mascherina e hanno in mano una lettera, che insieme alle altre compone la seguente frase: “Resta a casa! Noi non possiamo”.

Il medesimo invito che ha espresso alcuni giorni fa il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, quando è stato deciso di estendere la zona rossa a tutta la Penisola.

Il perché dell’appello

Questo invito è stato deciso perché ci sono ancora tanti italiani che non rispettano le regole che il Governo ha stabilito per contenere il contagio. Noi tutti possiamo e dobbiamo restare in casa, tranne che in casi urgenti e conclamati, mentre il personale medico e sanitario non può visto che si trova in prima linea nell’affrontare questa emergenza.

È dovere di ognuno di noi di fare il proprio dovere per il benessere e la salvaguardia nostra e di chi ci sta vicino.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.