Carlo Alberto dalla Chiesa
Carlo Alberto dalla Chiesa
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Il 3 settembre del 1982 veniva assassinato dalla mafia Carlo Alberto dalla Chiesa

Era il 3 settembre del 1982 quando Carlo Alberto dalla Chiesa fu ucciso mentre viaggiava in auto, insieme alla moglie, in via Carini a Palermo. La macchina fu affiancata da una BMW da dove partirono una serie di colpi che colpirono mortalmente i due. Dal quel tragico episodio, uno dei tanti in quel periodo da parte della mafia, ogni anno in questo giorno si ricorda il lavoro e il coraggio di Carlo Alberto dalla Chiesa, un uomo che non ha combattuto solo Cosa Nostra, ma anche le Brigate Rosse.

Carlo Alberto dalla Chiesa: la lotta contro le Brigate Rosse

Promosso generale di brigata nel 1973, si trovò a combattere per diversi anni i numerosi episodi di violenza e terrorismo che si stavano verificando in quegli anni, in particolare indagò sulle Brigate Rosse e sul suo radicamento sul territorio nazionale. Al generale il grande merito di aver creato, per combattere il terrorismo, il Nucleo speciale di polizia giudiziaria (chiamato anche nucleo speciale antiterrorismo). Lo scopo unico di questo reparto di polizia giudiziaria dell’Arma dei carabinieri, formata a Torino nel 1974, era la lotta al terrorismo utilizzando metodi appresi dai partigiani durante la guerra e impiegando pentiti e agenti infiltrati.

Nonostante i buoni risultati, il nucleo fu ben presto sciolto, travolto dalle critiche per i metodi utilizzati. Nonostante ciò la battaglia contro le Brigate Rosse continuò, infatti, dalla Chiesa divenne prima Coordinatore delle Forze di Polizia e degli Agenti Informativi con poteri speciali e poi conseguì la vittoria più importante del suo operato: l’arresto di Patrizio Peci che, grazie alle sue dichiarazioni, contribuì alla fine delle BR.

Nel 1981 ottenne un grande riconoscimento personale, la nomina come vice comandante generale dell’Arma, la massima carica per un ufficiale dei Carabinieri. Questi successi lo porteranno ad affrontare un’altra importante sfida: la mafia.

La lotta contro la mafia

I suoi successi contro il terrorismo convinsero il governo Spadolini a nominarlo, il 6 aprile 1982, prefetto di Palermo per combattere la mafia che negli ultimi tempi stava diventando sempre più aggressiva e pericolosa.

Non fu la prima esperienza siciliana, già nel ’49 fu chiamato per delle operazioni contro il banditismo e sugli omicidi di stampo mafioso. Il lavoro però che svolse in quei mesi del 1982 non furono facili, infatti, lamentò spesso mancanza di sostegno e di mezzi. Il ritorno a Palermo fu, purtroppo, molto breve. Come detto in precedenza fu ucciso insieme alla moglie e all’agente di scorta Domenico Russo (deceduto 12 giorni dopo), il 3 settembre del 1982.

L’omicidio dalla Chiesa non fu il primo e non fu l’ultimo, basta ricordare altri eroi dello Stato scomparsi per combattere Cosa Nostra: Rocco Chinnici, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e tanti, tanti altri.

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Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.