carta d'identità
Carta d'identità per iscriversi sui social
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Una proposta di legge che obblighi chiunque a iscriversi su un social solo tramite un documento d’identità

Non smettono mai di cessare le polemiche sullo scorretto uso dei social. Odiatori seriali, disinformatori di professione pullulano in rete molto spesso sotto falso nome o nickname non facilmente riconducibili a una specifica persona. Per porre un freno a questa deriva, arriva una proposta dal deputato Luigi Marattin di Italia Viva: usare la carta d’identità per iscriversi sui social network.

L’odio e la disinformazione sembrano dilagare

Ieri Internet ha compiuto 50 anni, una delle più grandi invenzioni del secolo scorso ma che negli ultimi anni è stata intasata di soggetti pronti a esternare tutto il loro odio. L’ultimo caso è quello riguardante Liliana Segre per le offese, molestie e minacce pervenute sui social nei suoi confronti. Proprio questo caso ha smosso un po’ le acque. Luigi Marattin, deputato di Italia Viva, su Twitter ha comunicato una proposta per combattere questo fenomeno: “Da oggi al lavoro per una legge che obblighi chiunque apra un profilo social a farlo con un valido documento d’identità. Poi prendi il nickname che vuoi (perché è giusto preservare quella scelta) ma il profilo lo apri solo così”.

I deputati del PD hanno anche proposto un’istituzione di una commissione parlamentare specifica per combattere efficacemente il dilagare dell’odio e degli insulti sui social lanciati da profili anonimi e difficilmente tracciabili.

La carta d’identità, forse, non è sufficiente

Iscriversi sui social con una carta d’identità basterà per porre un freno a quest’ondata di odio? Difficile dirlo, anche perché ci sono già molte persone contrarie a queste proposte, ma da una parte si deve comunque partire. Teniamo presente che una proposta del genere potrebbe indurre le persone a stare più attente e caute a quello che scrivono, ma anche se con un nome falso, le persone possono essere sempre rintracciabili. Infatti, quando navighiamo su Internet, siamo identificati da un indirizzo IP (Internet Protocol) un’etichetta numerica che identifica univocamente un dispositivo a una rete informatica. Inoltre, nei casi più gravi, la polizia postale rintraccia subito i colpevoli.

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Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.