Al Colosseo fondamentale mostra su Cartagine
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Da fine settembre a marzo 2020 Roma onora la sua grande nemica africana, Cartagine, con una mostra imperdibile tra Colosseo e Foro Romano

Gli antichi romani fecero tabula rasa della loro mortale nemica, Cartagine. Decisero di seguire l’ammonimento del loro concittadino, Catone il Censore, che si dice terminasse ogni discorso pubblico con  questa immancabile frase: “Carthago delenda est” (Cartagine deve essere distrutta).

Il sito della città-Stato fenicia fu distrutta dalle truppe guidate da Publio Cornelio Scipione Emiliano, su ordine del Senato della Repubblica.

Proprio per questo motivo, molto probabilmente, i nostri antenati non avrebbero mai immaginato che dopo 2000 anni, l’odiata nemica sarebbe stata onorata e ricordata proprio a Roma, con una mostra  veramente unica.

Carthago. Il mito immortale

Il titolo di questa esposizione è “Carthago. Il mito immortale”. Sarà possibile visitarla dal 27 settembre al 29 marzo 2020. Tra il Foro Romano (Rampa Imperiale  e tempio di Romolo) e il Colosseo , più di 400 reperti archeologici esposti e spiegati tramite installazioni multimediali e originali ricostruzioni.

La mostra e i reperti in mostra

Carthago. Il mito immortale è una mostra curata dalla Direttrice del Parco Archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, e da Francesca Guarneri, Paolo Xella e José Ángel Zamora López, Martina Almonte e Federica Rinaldi. L’esposizione è stata organizzata con l’ausilio di Electa.

I reperti che si potranno osservare provengono da prestigiosi musei italiani e stranieri. I resti di Cartagine si trovano nei pressi di Tunisi.

Il volume di studi su Cartagine

Oltre ai reperti esposti, la mostra ha il pregio di aver prodotto un volume di studi che riporta il punto della situazione sugli studi recenti svolti sulla storia di Cartagine.

Una occasione imperdibile, dunque, per chiunque fosse interessato a conoscere meglio le vicende di una città che ha influito profondamente sulla Storia del Mediterraneo, con i suoi traffici e le sue guerre.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.