Casa del Bicentenario: oggi la riapertura dopo i restauri (fonte Flickr)
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La Casa del Bicentenario, ad Ercolano, torna ad essere nuovamente visitabile a completamento di una parte dei restauri iniziati dopo la chiusura del 1983

La Casa del Bicentenario è stata riaperta in versione “cantiere open”: i visitatori, in pratica, avranno modo di assistere, in alcune giornate, ai lavori che stanno proseguendo ancora in determinati ambienti della dimora romana

Casa del Bicentenario riaperta con il Ministro Franceschini

Il taglio del nastro per la riapertura della Casa del Bicentenario è avvenuto nella mattinata odierna alla presenza del Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini: “La riapertura della Casa del Bicentenario dimostra che anche qui ad Ercolano, come a Pompei, si fa ricerca. E’ un simbolo di ciò che è accaduto sinora e di ciò che continuerà ad accadere. Ad Ercolano, c’è poi una particolarità: una collaborazione con l’Istituto Packard che è iniziata già molto prima dell’apertura generale nazionale verso i privati nel campo dei beni culturali. Tutto ciò – ha poi concluso Franceschini –  ha prodotto molti risultati e riserverà ancora piacevoli sorprese nel futuro”.

Insieme a Franceschini, vi erano anche il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano; il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna; il Direttore del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta; il Sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto ed alcuni rappresentanti dell’Istituto Packard Beni Culturali e dell’Herculaneum Conservation Project.

Domus scoperta due secoli dopo l’inizio della riscoperta ercolanese

La Casa del Bicentenario ebbe questo nome in quanto fu ritrovata proprio a 200 anni di distanza dall’inizio degli scavi di Ercolano, cioè tra il 1937 ed il 1939: all’epoca, il sito era sotto la direzione dell’archeologo Amedeo Maiuri. Si tratta di una delle domus centrali dell’antica città romana, affacciata sul decumanus maximus, cioè la sua strada principale. Anche la sua estensione è assolutamente ragguardevole, pari a 600 metri quadri articolati su tre livelli.

I principali ritrovamenti nella domus

Tra i principali reperti qui rinvenuti, si ricorda un archivio di circa 150 tavolette cerate, così dette in quanto rivestite in superficie da un fine strato di cera, su cui lo scrivente poteva incidere i testi. I preziosi documenti furono scoperti all’interno di una cassa lignea al primo piano della domus.

Casa del Bicentenario riaperta alla presenza del Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini (fonte Il Mattino)

Altro interessante ritrovamento effettuato dal Maiuri fu una croce incisa su una parete del primo piano. Anche qui, la scoperta si diffuse con molto scalpore in quanto si ipotizzò la presenza di una prima comunità cristiana ad Ercolano. Tuttavia, successivi confronti, eseguiti con altri calchi provenienti da ville vesuviane, dimostrarono che si trattava di un incasso a parete per l’inserimento di una comune mensola.

Purtroppo, la Casa del Bicentenario, in virtù di alcuni problemi strutturali, venne chiusa nel 1983. Considerando, dunque, i tanti anni trascorsi, quella di oggi è davvero una giornata storica: grazie alla sinergia tra pubblico (il PaErco) e privato (l’Istituto Packard), è stato possibile raggiungere un grandissimo obiettivo, cioè la fruizione (seppur ancora parziale) di una delle più grandi domus di Ercolano.

Scienza e tecnologia nelle operazioni di restauro

I restauri eseguiti sinora hanno riguardato anzitutto le coperture, le quali oramai si erano del tutto degradate. Inoltre, sfruttando i mezzi forniti oggi dalla ricerca scientifica e tecnologica, si è intervenuti su alcune pellicole pittoriche, ponendo così un freno al loro naturale degrado attivo. Allo stesso tempo, sono stati creati nuovi solai, in modo tale da consolidare ulteriormente le murature. Anche i pavimenti sono stati interessati da alcuni interventi, a partire dai loro strati preparatori sino al riposizionamento di alcune tessere divelte.

Ciò che i visitatori vedranno nella Casa del Bicentenario, a partire da domani, è il prosieguo dei restauri che interesseranno alcune pitture (in particolare, quelle del tablino con i quadretti di Marte e Venere, da un lato, e di Pasifae e Dedalo, dall’altro) ed alcuni reperti lignei carbonizzati. Al contempo, le operazioni porteranno alla definitiva messa in sicurezza di tutti gli accessi verso i piani superiori della domus.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.