Domani dalle 10 alle 19, gli iscritti alla piattaforma del Movimento cinque stelle potranno esprimere il loro parere sul Caso Diciotti
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Domani dalle 10 alle 19, gli iscritti alla piattaforma del Movimento cinque stelle potranno esprimere il loro parere sul Caso Diciotti

Aggiornamento del 19/02/2018

Vincono i “SI”

In merito all’autorizzazione a procedere, chiesta dal tribunale dei ministri, nei confronti del Ministro dell’Interno la base cinque stelle si espressa: ha vinto il “SI”, pertanto, non si procederà nei confronti di Salvini e degli altri esponenti dell’esecutivo coinvolti. Hanno votato in 52.417, il 59,05% (30.948) contro l’autorizzazione a procedere. Dai risultati emersi dalla consultazione emerge chiaramente la spaccatura interna al Movimento.

La giunta per le immunità del Senato, oggi martedì 19 febbraio, sarà chiamata ad esprimersi sulla richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei Ministri di Catania. Nel frattempo, la procura siciliana sta verificando le condizioni per l’apertura di nuovo fascicolo sulla Diciotti, questa volta al centro delle indagini dei magistrati ci sono le posizioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dei suoi ministri, Luigi Di Maio e Danilo Toninelli. Per il procuratore Carmelo Zuccaro si tratta di “atto dovuto” a seguito delle memorie depositate dai tre membri dell’esecutivo.

Il voto di domani

In questi mesi, si sono susseguite molte polemiche sulla decisione di Salvini di ritardare lo sbarco dei migranti della nave Diciotti. Martedì potrebbe essere il giorno definitivo per chiudere la vicenda, a decidere sulla questione è la giunta per le immunità del Senato. A complicare la scelta dell’organo investito della questione c’è il problema la lotta ai privilegi della “casta”, tra cui anche l’immunità. Da sempre, uno dei cavalli di battaglia del Movimento cinque stelle. Per questo motivo i vertici pentastellati hanno deciso di rimettere la questione alla propria base elettorale e per farlo ancora una volta verrà utilizzata la piattaforma Rousseau. Il quesito recita così: “Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?” Gli elettori votando SI al quesito, così come formulato, avalleranno l’eventuale scelta della giunta per le immunità del Senato di negare l’autorizzazione a procedere nei confronti del Ministro Salvini ( È IMPORTATISSIMO RICORDARE CHE L’UNICO VOTO VERAMENTE IMPORTANTE SULLA QUESTIONE è QUELLO DELLA GIUNTA) , in caso contrario il Ministro molto probabilmente andrà a processo. Intanto aspettando l’esito delle votazioni, le prime critiche sono già state sollevate. Sembrerebbe che il quesito così come formulato sia criptico, lo stesso Beppe Grillo garante del movimento è scettico sulla sua formulazione.

Il caso Diciotti

Nella notte tra il 14 e 15 agosto un barcone proveniente dalle coste Libiche giunge nelle acque territoriali Maltesi, il governo locale però decide però di non soccorrere l’imbarcazione in difficoltà, la quale è costretta a ha lasciato la zona SAR maltese (acronimo di search and rescue, “ricerca e salvataggio”) per arrivare vicino alle coste italiane. È a questo punto che interviene la nave Diciotti della Guardia Costiera italiana soccorrendo i migranti in difficoltà. Sull’imbarcazione erano stipati circa 190 persone, 13 furono immediatamente trasferite all’ospedale di Lampedusa per motivi sanitari e le altre 177, tra cui donne e bambini furono trasferite a bordo della Diciotti che arrivo a Catania il 20 agosto. A questo punto intervenne il Ministro dell’Interno Salvini che ordinò di bloccare i migranti a bordo del pattugliatore italiano, fino al raggiungimento di un accordo di ripartizione dei migranti tra i paesi dell’Unione europea. Accordo intervenuto cinque giorni dopo l’approdo nel porto di Catania. I procuratori agrigentini, investiti della questione hanno aperto un fascicolo nei confronti del Ministro dell’Interno per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Tra gli indagati c’è anche il suo capo di gabinetto.

Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.