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Sebastiani ha confessato l’omicidio di Elisa Pomarelli. Dopo poche ore dall’arresto l’uomo ha condotto i carabinieri sul luogo del delitto

Il giallo di Piacenza ha avuto una conclusione piuttosto tragica: Elisa Pomerelli è stata ritrovata morta in un fossato nei pressi del casolare dove Sebastiani si nascondeva da qualche giorno.

Per circa due settimana la vicenda di Elisa e del suo assassino ha tenuto tutti con il fiato sospeso, infatti era dal 25 agosto che non si aveva più notizie della coppia. Il primo ad essere sospettato è stato Massimo Sebastiani, amico della donna e l’ultima persona che l’ha vista.

Massimo ed Elisa avevano trascorso l’ultimo pranzo insieme in una trattoria tra le colline piacentine, dopo si erano perse le tracce della coppia. Solo il Sebastiani era stato visto, sempre in giornata, fare benzina presso un distributore vicino Carpeneto dopodichè anche l’operaio di 45 anni era scomparso nel nulla.

Elisa Pomarelli le indagini

Elisa Pomarelli: l’arresto di Massimo Sebastiani

A meno di 24 ore dall’arresto di Massimo Sebastiani ecco la scoperta della tragica della verità.

L’uomo era stato rintracciato e condotto in caserma la mattina di sabato 7 settembre; era nascosto da giorni sul solaio di una baita a poche decine di metri dove giaceva il corpo di Elisa.

Sebastiani, assistito dall’avvocato Mauro Pontini del Foro di Piacenza, dopo aver confessato nel pomeriggio ha condotto i carabinieri nel luogo dove per 15 giorni era rimasto sepolto il cadavere di Elisa Pomarelli.

Ancora non sono state rese note le cause del decesso, né come e quando sia avvenuto l’omicidio.

Elisa Pomarelli le indagini piacenza

Le indagini sul caso hanno poi preso un’altra piega, infatti si sono spostate nel Comune di Gropparello, un paesino sull’Appennino piacentino, dove sono state condotte approfondite analisi scientifiche e rilievi. Molto probabilmente è proprio in questo piccolo Comune che Elisa potrebbe essere morta, per poi essere spostava altrove.

Ad essere coinvolto nella vicenda pare vi sia anche il padre di una ex del Sebastiani, nonché proprietario della casa dove l’uomo latitava da giorni, indagato per favoreggiamento.

Elisa Pommarelli: il ritrovamento del corpo

Il corpo di Elisa giaceva inerme da un paio di settimane in un fossato non molto distante dalla casa dove si nascondeva Massimo Sebastiani. Un luogo piuttosto ostico, sito nel folto bosco: per recuperare il cadavere è dovuto intervenire una squadra del nucleo Sai dei Vigili del fuoco di Piacenza.

Sebastiani immediatamente dopo l’arresto non ha opposto resistenza, bensì è scoppiato in lacrime pentito. L’uomo sembrava piuttosto provato dalle due settimane di clandestinità ed è stato molto collaborativo con gli inquirenti piacentini che hanno condotto le indagini.

Nelle prossime ora gli investigatori dovranno ricostruire nel dettaglio la vicenda e le fasi del delitto. Dalle prime confessioni è risultato che Elisa sia stata assassinata immediatamente dopo il pranzo avuto con il Sebastiani in una trattoria di Carpeneto.

Nei prossimi giorni è prevista l’autopsia sul corpo di Elisa, ma da quanto emerso in una prima analisi l’omicidio avrebbe un movente passionale, il 45enne avrebbe ammesso che l’amica da qualche tempo era diventata la sua ossessione.

Elisa Pomarelli: messaggi di cordoglio per la famiglia e lo sfogo delle amiche

Prima del triste annuncio, centinaia di persone si erano riunite a Borgotrbbia per una fiaccolata per supportare la famiglia di Elisa e per essere vicini alla ragazza. Fra le persone vi era anche la mamma di Elisa che non ha perso l’occasione di lanciare un appello di speranza, che purtroppo è andata persa.

Nel frattempo sui social si è scatenato il putiferio, moltissimi messaggi di odio contro Sebastiani e tra questi non sono mancati gli sfoghi delle più care amiche di Elisa.

Ognuna di loro l’ha ricordata con amore e rimpiangendo di non poterla più avere vicina; Elisa viene commemorata da tutti come una ragazza piena di vita, la migliore amica che si potesse desiderare.

Il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha espresso il suo messaggio di cordoglio per la famiglia, ringraziando anche i Carabinieri, il Comando Provinciale e il Comandante Michele Piras per la grande professionalità e l’impegno con cui ha svolto le indagini.