La Corte di Cassazione in una recentissima sentenza ha sancito la responsabilità delle Asl in caso di incidente provocato da cani randagi
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La Corte di Cassazione in una recentissima sentenza ha sancito la responsabilità delle Asl in caso di incidente provocato da cani randagi

Non è la prima volta che la Suprema Corte è chiamata a dirimere una controversia sulla responsabilità degli enti pubblici locali (Regione, Comuni e Asl) in merito ai danni provocati dai cani randagi. La sentenza n. 22522, dello scorso 11 settembre, ha confermato i precedenti giurisprudenziali.

Il caso

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’Azienda sanitaria locale di Benevento condannata a pagare 4000 euro ad un automobilista per i danni causati «da un cane randagio che aveva investito la sua autovettura» mentre percorreva l’asse stradale che collega Caianello a Benevento. La ricorrente chiedeva che venisse dichiarata l’esclusiva responsabilità del Comune nel sinistro de quo, i Giudici della Suprema Corte, invece, hanno deciso diversamente.

Per comprendere i motivi di tale decisione è necessario fare una premessa. Orbene, la lotta al randagismo è una disciplina demandata alla competenza delle singole regioni. Pertanto, nel caso di specie, trova applicazione la legge regionale n. 16 del 2001, secondo cui la Regione Campania ha affidato la competenza della vigilanza e del controllo del randagismo, con accalappiamento e trasferimento degli animali randagi nei canili pubblici, ai servizi veterinari dell’Asl, mentre ha riservato ai Comuni il compito di munirsi dei canili adeguati nei quali ricoverare i cani catturati nonché quello di risanare le strutture già esistenti.

Pertanto, secondo la Cassazione, in capo alle Asl locali ci sarebbe un vero e proprio obbligo di controllo continuo del territorio comunale e non semplicemente dovere di intervento per la cattura dell’animale randagio a seguito di segnalazione. Per questa ragione, la Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dall’Asl. I due coobbligati (Comune e Asl) non potranno sottrarsi al pagamento di quanto dovuto all’automobilista.

La prevenzione del randagismo

La legge italiana tutela gli animali, con particolare riferimento agli animali da affezione, demandando, però, alle singole regioni la relativa disciplina. In Italia e soprattutto al sud, il fenomeno del randagismo è una piaga dilagante. Le associazioni di volontariato, molto spesso vengono lasciate da sole, provvedendo a proprie spese a tutte le necessità degli animali. Alla base di un’efficace lotta al randagismo ci deve essere una politica di prevenzione, quale ad esempio: la sterilizzazione degli animali presenti sul territorio comunale nonché il costante aggiornamento dell’anagrafe canina. Purtroppo, invece, i cani randagi molto spesso vengono lasciati a se stessi diventando un pericolo sia per loro che per gli umani. Alcuni sono vittime di abbandono altri della crudeltà umana (come la piccola Ruth), la legge italiana (n. 281/1991) impone agli enti locali un specifico obbligo di tutela nei confronti di questi animali. Pertanto, in tutte le ipotesi in cui Comune e Asl non adottino i provvedimenti necessari per prevenire il randagismo si configurerà una condotta omissiva che conseguentemente porterà alla responsabilità degli stessi in caso di danni a terzi.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.