La proposta di legge sulla castrazione chimica per i pedofili e gli stupratori ha scosso l’opinione pubblica italiana
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La proposta di legge sulla castrazione chimica per i pedofili e gli stupratori scuote l’opinione pubblica italiana

Ieri, 04 maggio, durante la prima giornata dedicata alla sottoscrizione della legge “sono state oltre 50 Mila le firme raccolte dalla Lega nelle piazze di tutta Italia” a renderlo noto sono gli stessi organizzatori. Per sostenere questo disegno di legge i gazebo resteranno aperti anche oggi. il testo della proposta è il seguente: “Per pedofili e stupratori, galera e castrazione chimica! I sottoscritti intendono sostenere la proposta di legge della Lega alla Camera dei Deputati N. 272 del 23/03/2018”. Primo firmatario della proposta è il leghista Nicola Molteni, sottosegretario al Ministero dell’Interno. Il Ministro Matteo Salvini, in diretta su Facebook, da Lucca rilancia “La castrazione chimica è una cura democratica e pacifica” ecco perché questa proposta, secondo il leader del Carroccio, trova il consenso del 60% degli italiani. Salvini su Twitter rincara la castrazione chimica per i pedofili e stupratori in molti paesi è già considerata una misura di civiltà.

In cosa consiste la castrazione chimica

Per castrazione chimica si intende un azione volta ad interferire con la funzionalità sessuale di un individuo, solitamente non è trattamento definitivo. I farmaci (di natura ormonale e in alcuni casi anche psicofarmaci) utilizzati portano ad una riduzione della libido. In particolare negli uomini viene utilizzato il medrossiprogesterone che inibisce il rilascio degli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone agendo direttamente sul cervello. Inoltre, vengono anche utilizzati anti-gonadotropinici, anti-androgeni non-steroidei e agonisti dell’ormone di rilascio delle gonadotropine. A questi medicinali, infine, in qualche caso vengono aggiunti anche psicofarmaci, antipsicotici che bloccano il neurotrasmettitore della dopamina (uno dei ricettori principali del piacere sessuale) e antidepressivi in grado di produrre disfunzioni sessuali che in alcuni casi hanno effetti irreversibili.

In passato, questo trattamento viene utilizzato per correggere quelle che un tempo erano considerate malattie immorali (come l’omosessualità), tra i personaggi famosi che subirono questa pratica troviamo Alan Turing.

Quali Paesi praticano la castrazione chimica

Tra le Nazioni in cui questo trattamento medico viene utilizzato troviamo: Stati Uniti, Regno Unito, Israele, Russia, Polonia, Nuova Zelanda e Portogallo. In molti dei suddetti paesi la castrazione chimica è un trattamento sanitario volontario, il soggetto condannato per reati sessuali (pedofilia e stupro) può ottenere uno sconto di pena nel caso in cui decidesse di sottoporsi al trattamento. Anche in molti paesi europei (Svezia, Finlandia, Germania, Danimarca, Norvegia, Belgio e Francia) viene utilizzato questo tipo di trattamento l’incidenza però è molto più limitata e subordinata al consenso del condannato.

La pesano diversamente la Polonia e la Russia, in questi due paesi la castrazione chimica viene attuata senza il consenso del soggetto, qualora la violenza sia in danno ad un minore.

Il Governo italiano ancora una volta diviso

Anche sulla castrazione chimica, un tema così importante, i Cinque Stelle e la Lega sono ancora una volta divisi. Di Maio, dalla Sardegna, attacca  l’alleato di governo “Leggo di sondaggi per cui la castrazione chimica è maggioritaria nel Paese ma non vi hanno detto che deve essere volontaria e che si applica solo ai reati minori, per anni di carcere. E se la raccontiamo così, il Paese la vede come una presa in giro. Parliamo della legge del ministro Bonafede per cui se uno mette le mani addosso ad una donna finisce in galera e non può uscire più senza attenuanti. Io non voglio alimentare dibattiti su un fenomeno di distrazione di massa come la castrazione chimica”.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.