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staminali: il futuro è dietro l'angolo
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Il progetto Genoma ha creato un nuovo mito: le cellule staminali. Facciamo un po’ di chiarezza!

Luci ed ombre caratterizzano le staminali, soprattutto in campo medico, anche a causa dei media che alternano titoli sensazionalistici di cure miracolose ad altri su scandali come il caso STAMINA.

Chiariamo cosa sono le staminali

Le staminali sono praticamente dappertutto, dalle creme cosmetiche alla ricostruzione delle cartilagini articolarie della pelle, senza che il pubblico ne comprenda il ruolo.

Il principale ostacolo è stato, fino a tempi recenti, di ordine etico, perché in passato la principale fonte di staminali erano gli embrioni, tanto da evocare spettri come l’eugenetica nazista e di meritare anatemi dalla chiesa. Il confine tra aborto e staminali era confuso, generando scontri ideologici.

Tra etica e clinica

La ricerca ha risolto il problema etico della fonte di staminali embrionali quando è riuscita a produrne attraverso la riprogrammazione di cellule adulte, fatte tornare indietro nel tempo come all’atto del concepimento. Tali staminali indotte, chiamate iPS, sono cellule adulte forzate a regredire a staminali embrionali. Tipicamente, una cellula della pelle o un fibroblasto è indotta a tornare staminale, rendendo di fatto inutile il prelievo da feti e da aborti.

Un modo semplice per dire staminale

Definiamo cosa siano realmente le staminali. In sintesi, sono cellule che hanno la potenzialità di diventare qualsiasi tessuto del nostro organismo e possiedono due principali proprietà: potenza e self-renewal.

La potenza è il livello di staminalità, la capacità che le cellule hanno di generare diversi tipi cellulari. Le staminali quindi possono essere totipotenti, pluripotenti e unipotenti.

L’ovulo fecondato (zigote), cioè l’unione di cellula uovo e spermatozoo da cui deriva l’organismo vivente, è totipotente per definizione, in grado di generare un individuo a partire da un’unica cellula.

Da una singola cellula iniziale, tramite duplicazioni successive, si passa ad una sferetta di poche decine di cellule, la blastocisti e la Inner Cell Mass (ICM), considerate pluripotenti, in grado di generare gli organi provenienti dai tre foglietti embrionali che formeranno gli organi di ogni individuo.

Le cellule unipotenti invece sono staminali che generano un unico tipo di cellule (ad es. le staminali della pelle, in continuo rinnovamento, o quelle da cui derivano le cellule del sangue).

L’altra proprietà è il self-renewal, la capacità di autorinnovarsi durante la divisione cellulare, generando una nuova cellula identica a quella madre, anch’essa staminale.

Tipi di cellule staminali

Le staminali possono essere distinte tra embrionali e adulte. Le staminali embrionali sono pluripotenti e costituiscono l’embrione. Sono importanti per le possibili terapie cellulari, per la cura di malattie di tipo degenerativo e per la ricostruzione tissutale grazie alla loro capacità di riprodursi in vitro indefinitamente senza perdere il potenziale digenerare molti tipi di tessuti.

Le cellule staminali non sono esclusiva della fase embrionale, ma, seppur in numero notevolmente ridotto, sono presenti anche negli organismi adulti.

Il ruolo delle staminali adulte è fondamentale in quanto rigenera parti del corpo dopo danni fisici, sebbene non tutti gli organi possano essere riparati dalle staminali del nostro corpo. Cervello e nervi, ad esempio, non contengono cellule staminali in grado di ricostruire i tessuti a seguito di lesioni della colonna vertebrale, ictus o morbo di Alzheimer.

Medicina rigenerativa e trapianto

La ricerca sta attivamente espandendo le sue frontiere verso la medicina rigenerativa anche in campo neurologico, proprio per sfruttare il potenziale delle staminali indotte e portate a ricostruire tessuti specifici, sia in vitro che in vivo.

Nel primo caso si costruirebbero interi organi coltivando cellule staminali su supporti in materiali biocompatibili (scaffold), che forniscono un supporto sul quale crescere e formare vasi sanguigni, muscolo cardiaco o pelle, da trapiantare nel corpo, evitando qualsiasi tipo di rigetto in quanto derivanti dall’organismo stesso e non da estranei.

Attualmente, la pratica clinica offre già alcune centinaia di terapie che prevedono il trapianto di staminali, anche in Italia, principalmente per malattie rare, il cui parziale elenco è presente nel DM del 18 novembre del 2009, ampliato con il DM 22 aprile 2014.

Studi clinici coinvolgono le staminali come supporto ai trapianti, limitando i danni del rigetto di tessuti estranei o nella medicina rigenerativa di cartilagine e/o osso, Distrofia di Duchenne e Lupus Eritematoso.

Le staminali oggi, ma soprattutto domani, possono rappresentare la speranza di migliorare la qualità della vita e aumentare l’aspettativa media di vita in salute della popolazione mondiale.