Battisti, nel novembre 2009 (Fonte Wikipedia)
Battisti, nel novembre 2009 (Fonte Wikipedia)
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Battisti, noto terrorista, è stato arrestato il 12 gennaio 2019 in Bolivia. Decisivo per la sua cattura è stato l’utilizzo di una serie di tecnologie molto sofisticate. Vediamo quali

12 gennaio 2019, un uomo leggermente alticcio sta camminando per una stradina di Santa Cruz de la Sierra, quando all’improvviso è circondato da un team dell’Interpol (squadra formata dalle forze dell’ordine boliviane e italiane).

È stato fermato Cesare Battisti, condannato in Italia all’ergastolo, con sentenze passate in giudicato, per quattro omicidi. Era da tempo che stava sfuggendo alla giustizia del nostro Paese.

Il suo arresto è stato reso possibile dall’utilizzo, da parte delle nostre forze dell’ordine, di tecnologie altamente all’avanguardia.

Intercettazioni e controlli a distanza

Quando l’allora candidato presidenziale alla Presidenza brasiliana, Jair Bolsonaro, dichiarò il 16 ottobre 2018 che, in caso di vittoria, avrebbe consegnato alle competenti autorità italiane il pluriomicida Cesare Battisti qualcosa s’iniziò a muovere a livello d’indagini.

La Polizia Italiana, la Criminalpol, l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise) e l’Antiterrorismo iniziarono a tenere sotto stretta sorveglianza Battisti, già membro dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo).

Un controllo che non si è più interrotto.

Le carte di credito, il cellulare, i suoi recapiti informatici, la sua macchina, tutto fu messo sotto controllo grazie all’utilizzo di sofisticate tecnologie informatiche.

Battisti pur essendo scappato dal suo domicilio carioca, a Cananeia (Rio de Janeiro), è stato immediatamente rintracciato dalle nostre forze dell’ordine, grazie alla scia telematica che quest’ultimo si è lasciato dietro.

Cesare Battisti da giovane (Fonte Wikipedia)
Cesare Battisti da giovane (Fonte Wikipedia)

La Carta di credito e le app hanno permesso la cattura di Battisti

La prima regola di un buon fuggitivo consiste nel NON utilizzare mai cellulari e carte di credito che possano portare a te. Ciò perché questi strumenti di vita quotidiana sono subito messi sotto controllo da qualsiasi polizia degna di questo nome.

Battisti, però, essendo un grande arrogante ha deciso di agire come se non fosse braccato dalla Giustizia italiana.

Cesare ha tentato di prelevare qualche somma di denaro per sostentarsi durante la sua fuga, ma il suo tentativo è stato subito comunicato dall’operatore bancario all’Interpol.

Ancora più grave è stato il tentativo di Battisti di mettersi in contatto con i suoi diversi sostenitori tramite i cellulari che avrà utilizzato durante la fuga. Sicuramente ha utilizzato il suo account di posta elettronica e diversi Social e app di messaggistica istantanea come Skype, Whatsapp e Facebook.

Forse, e ribadiamo il forse, in una delle funzioni inserite sul suo cellulare, era stata attivata la geo localizzazione.

Il riconoscimento facciale

La tecnologia che ha maggiormente contribuito alla cattura del pluriomicida Battisti è stata la telecamera di videosorveglianza, ovvero il riconoscimento facciale. Infatti, prima di arrestate l’ex membro dei Pac, gli agenti hanno utilizzato il riconoscimento facciale per avere la certezza che la persona arrestata a Santa Cruz de la Sierra fosse proprio Battisti e non un innocente.

Oggi, 14 gennaio 2019, Battisti è stato trasportato in Italia, nel carcere di Rebibbia, dove dovrà scontare i quattro ergastoli che la Giustizia italiana gli ha inflitto.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.