Champions
Coppa della Champions League
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Dopo la grandissima rimonta del Tottenham, in finale di Champions League vedremo nuovamente due squadre inglesi

Finale di Champions: Liverpool – Tottenham

Erano 11 anni che in finale di Champions League non si affrontavano due squadre inglesi; nel 2008 successe nella sfida tra Chelsea e Manchester United. Allora furono i Red Devils a spuntarla, trascinati da un incontenibile CR7.

Quest’anno è toccato invece a Liverpool e Tottenham, autrici di veri e propri miracoli nelle rispettive partite di ritorno di semifinale, qualificandosi quando tutte le davano per spacciate.

Le “remuntade”

Il Barcellona di Leo Messi ha spesso osannato a gran voce la propria capacità di compiere rimonte incredibili, così come successe nel 2016 contro il Paris Saint Germain, compiendo quel 6 a 1 al Bernabeu che rimarrà nella storia del calcio.

Altre volte ha invece fallito, come ad esempio nella partita del 2010 a San Siro contro l’Inter, che ha poi spianato la strada alla compagine milanese per la vittoria della Champions e del conseguente “Triplete”.

Ma questa volta la “remuntada” è stata eseguita contro i catalani da un Liverpool mai domo, il cui bugiardo risultato della partita d’andata poteva far credere che le Furie Rosse potessero presentarsi ad Anfield già sconfitti anche nell’animo, ma il 4 a 0 rifilato al Barça ha dimostrato che così non era.

E che dire poi del Tottenham, lontano anni luce dalla conquista della finale, che al 50esimo inizia ad incutere paura ai ragazzi della Johan Cruijff Arena, arrivando addirittura a vincere nel loro stadio a tempo abbondantemente scaduto?

Le sconfitte

Tanta l’amarezza di due squadre che si vedevano già qualificate, autrici di un ottimo risultato d’andata.

Il Barcellona, forte del 3 a 0 ottenuto in casa, si è presentata ad Anfield in maniera troppo altezzosa e presuntuosa per uscirne vincitrice dall’incontenibile pressione delle Furie Rosse, venendo neutralizzato su ogni fronte e vedendo il suo trascinatore di sempre, Messi, scomparire tra le maglie rosse.

L’Ajax ha invece la colpa più grande e più bella, l’inesperienza di una squadra cresciuta (dal risultato ancora troppo poco) dalla primavera con nessun innesto dall’acquisto elevato, la sfrontatezza della gioventù che gioca ai massimi livelli con il sorriso sulle labbra persino quando sbaglia una rete.

La freddezza ed il rigore degli uomini di Pochettino ha fatto sì che i giovani Lancieri venissero sconfitti proprio nello stadio che porta il nome di colui che ha dato inizio al loro modo di giocare.

I Lancieri che hanno fatto innamorare tutta l’Europa con il loro modo di giocare abbandonano la competizione, ma l’immagine più romantica di queste semifinali è vedere sventolata dai tifosi la sciarpa che porta il nome di Johan Cruijff.