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La nuova miniserie di casa HBO racconta gli eventi di Chernobyl in 5 episodi

Dal 10 giugno su Sky Atlantic è iniziata la miniserie HBO chiamata Chernobyl. Presente anche su Nowtv, Chernobyl è una serie a scadenza settimanale, che racconta i fatti del disastro accaduto in Ucraina nel 1986, considerando sia le implicazioni politiche che quelle psicologiche che l’esplosione nella centrale nucleare ha portato.

5 episodi d’impatto

La serie scritta da Craig Mazin e diretta da Johan Renck, è già stata trasmessa negli Stati Uniti riscuotendo molto successo, ricevendo non solo l’apprezzamento del pubblico, ma anche della critica. Questo è stato possibile grazie alla produzione che ha ricostruito alla perfezione l’esplosione radioattiva dell’aprile 1986 e le sue conseguenze con accuratezza storica, ma anche con qualche libertà e una psicologia disarmante.

L’accaduto

Come già detto in un precedente articolo, alle prime ore del 26 aprile 1986, avviene una fortissima esplosione nel reattore numero 4 della centrale nucleare ucraina, generata da un aumento incontrollato della temperatura del nocciolo. La deflagrazione diffonde una radioattività pari a 400 volte la bomba di Hiroshima. Ciò ha causato dai 4mila ai 90mila morti e un’onda radioattiva che si è espansa in tutta Europa, con zone dell’Est che sono contaminate e contingentate a tutt’oggi. La serie inizia con questa esplosione e si concentra sul fisico nucleare Valery Legasov, il quale lavora all’interno del governo sovietico.

Una storia accurata

Della serie è stato apprezzata l’accuratezza con cui è stata rappresentata la cultura materiale dell’Unione Sovietica del tempo. Gli abiti, gli oggetti di scena, le scene cruenti, le luci e l’estetica riproducono la realtà del tempo con una mimesi praticamente fotografica.

É veritiera anche la rappresentazione dell’organizzazione politica e della catena di comando dell’Urss dell’epoca, con i discorsi dei Consigli Popolari o le decisioni dei Comitati Centrali che accentravano su di sé il potere.

Molti dei personaggi e delle situazioni sono ispirati ad esempio al libro del 1997 Preghiera per Chernobyl in cui la scrittrice Svetlana Aleksievič, poi premio Nobel per la letteratura nel 2015, aveva raccolto le testimonianze dirette di chi ha vissuto il disastro in prima persona.

Cast

La serie, anche se mini, vanta di un cast d’eccellenza.

Jared Harris interpreta lo scienziato Legasov, che ha interpretato altri ruoli in serie come The Crown e The Terror; Stellan Skarsgård nei panni di Boris Shcherbina, che diviene l’incarnazione del regime sovietico che monitora e in qualche modo ostacola le mosse di Legasov, e di Emily Watson, che dà invece il volto alla scienziata Ulana Khomyuk, intenta a portare soluzioni concrete in opposizione all’ottusità della burocrazia di stato. Altri personaggi importanti sono Ludmilla Ignatenko, interpretata da Jessie Buckley, che interpreta la moglie di uno dei pompieri inviati sul posto la notte dell’esplosione, e Anatoly Dyatlov (Paul Ritter).

Chernobyl, effetti in Italia oggi

Chi è vissuto ai tempi dell’incidente nucleare in Italia ricorda il divieto di consumare latte e verdure, e la distribuzione di compresse di iodio avvenute nelle regioni del nord del paese, maggiormente esposte ai venti provenienti dall’Ucraina. Purtroppo, pochi si rendono conto che i materiali portati sul nostro territorio dai venti non sono del tutto scomparsi. Il Cesio 137 ha infatti una emivita di circa 30 anni, ragion per cui quota parte di questo isotopo sono ancora presenti nel terreno.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.