Una foto di Pripyat
Una foto di Pripyat
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La miniserie di appena 5 episodi tratta il delicato argomento dell’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl con toni molto cupi.

Chernobyl

La serie ideata da Mazin e diretta da Renck porta all’attenzione degli spettatori la drammatica storia della centrale nucleare di Chernobyl, il cui incidente costò la vita a numerose persone, e dei sacrifici fatti per contenere i danni causati da un simile avvenimento. La serie è stata subito accolta in maniera molto favorevole sia dalla critica esperta, sia dagli utenti, rivelandosi una sorpresa sicuramente gradita ad HBO, avvenuta al tramonto di una delle serie che hanno fatto la storia dell’emittente come Game of Thrones.

La risposta russa

Nonostante la notevole mole di recensioni positive in America e in Europa, la Russia sembra aver visto questa serie tv come una distorsione dei fatti. Il regista Muradov afferma, infatti, che “Esiste una teoria che spiega come gli americani avessero infiltrato la centrale nucleare di Chernobyl; molti storici non negano che nel giorno dell’esplosione un agente dei servizi segreti nemici fosse presente nella stazione di comando“. Chiamato in causa per dirigere una serie “in risposta”, che affronti i fatti in maniera differente, ha inoltre concluso che “Il mio show mostrerà una visione alternativa della tragedia di Pripyat“.

Il disastro

Per chi non lo sapesse, gli eventi realmente accaduti del telefilm risalgono ai fatti del 26 aprile 1986. Quel giorno, durante un test di sicurezza, il nocciolo di uno dei reattori della centrale fu portato ad una temperatura così elevata che il materiale di raffreddamento si scinse e distrusse le tubazioni del sistema di raffreddamento stesso. In queste circostanze l’idrogeno, in contatto con la grafite incandescente, provocò una serie di forti esplosioni a catena che si combinarono in una grande esplosione con conseguente fuoriuscita di materiale nucleare estremamente radioattivo.

La cittadina più vicina al centro dell’esplosione fu Pripyat (italianizzazione di Pryp”jat’), sconvolta a tal punto da rimanere ancora oggi una città fantasma il cui accesso è ostacolato a causa del grandissimo numero di radiazioni, che comunque non superano mai la soglia massima di 300 microroentgen, considerata letale per gli esseri umani.

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Nato a Napoli nel 1993, consegue il diploma di maturità classica presso il liceo Umberto I, dopodiché decide di abbandonare gli studi canonici per dedicarsi alla scrittura ed alla recitazione. Per quest’ultima si trasferirà a Roma, frequentando accademie e laboratori di recitazione, che lo porteranno a tornare a Napoli nel 2017. La scrittura è una passione che, fin dall’adolescenza, è divenuta sempre maggiore, affiancandosi all’amore per il cibo e per i videogiochi.