La catastrofe nucleare di Chernobyl del 1986 e quella di Fukushima Dai-ichi sono tra i più gravi incidenti nucleari mai registratisi
adv

La catastrofe nucleare di Chernobyl del 1986 e quella di Fukushima Dai-ichi sono tra i più gravi incidenti mai registratisi all’interno di centrali nucleari. Classificati entrambi a livello 7 (il massimo) della scala  INES dell’IAEA.

Cosa successe il 26 aprile del 1986

Nella centrale nucleare di Chernobyl, il giorno prima del disastro, nel reattore 4 erano iniziati dei test sull’efficienza di alcuni gruppi elettrogeni che avrebbero dovuto pompare acqua di raffreddamento nel reattore, in caso di diminuzione della potenza. Affinché il test potesse essere condotto in sicurezza la potenza del reattore 4 doveva essere ridotta gradualmente fino al 30% delle sue capacità. Per essere certi dell’efficienza dei nuovi gruppi elettrogeni il sistema di raffreddamento ausiliario sia tutti i sistemi di spegnimento automatico furono disattivati.

Purtroppo, durante la fase iniziale del test fu sospeso a causa di un incidente ad una centrale elettrica. Alla centrale di Chernobyl, fu chiesto dalle autorità ucraine, di non procedere alla programmata riduzione di potenza del reattore 4 per evitare di sottrare troppa energia alla rete elettrica. Il test, pertanto, slittò di ben 9 ore, durante tale periodo il reattore 4 continuo a generare energia senza però che fossero ripristinati i sistemi di sicurezza precedentemente spenti.

Alle 00:00 del 26 aprile 1986, finalmente inizia il test. Sfortunatamente, ad eseguire le procedure c’erano solo i tecnici del turno di notte, che non erano assolutamente stati adeguatamente formati sulla procedura da eseguire. Difatti, quest’ultimi erano del tutto ignari del fatto che all’interno del reattore si fosse prodotta un enorme quantità di xeno-135, un materiale in grado di assorbitore di neutroni, in genere la concentrazione di questo elemento è in equilibrio proporzionale alla potenza del nocciolo. Nel caso di Chernobyl all’interno del nocciolo era presente una grande quantità di questo elemento formatosi a causa dell’uso prolungato del reattore a bassa potenza. L’enorme presenza di xeno-135 aveva fatto crollare la potenza del reattore. La scarsa formazione  ed il mancato rispetto delle procedure di sicurezza ha portato  il reattore in una situazione molto instabile e pericolosa.

Alla 01:23 dopo una serie di azioni arbitrarie e pericolose da parte dei tecnici che effettuarono il test, si verificò un aumento repentino di potenza e di pressione all’interno del nocciolo del reattore che dapprima, fece saltare i cappellotti pesanti 350 kg, si andarono a schiantare sull’edificio sottostante e poi la piastra superiore del nocciolo, in acciaio e cemento, pesante circa 1000 tonnellate, che lasciò il nucleo completamente sguarnito.

Un rinato interesse per Chernobyl

La gravità dell’incidente e le ripercussioni che lo stesso ha avuto sulla salute delle persone sono state riportate all’attenzione dell’opinione pubblica, dall’omonima serie tv, prodotta da Sky e HBO, che con estrema accuratezza ha raccontato la tragedia avvenuta nella centrale e le conseguenze devastanti dell’evento.

La serie è riuscita a catturare l’attenzione di moltissimi telespettatori e l’audience è in costante aumento.  Molte persone si sono appassionate alla vicenda, ciò ha portato ad un vero e proprio picco nella settimana scorsa di turismo verso luoghi del tragico evento. Purtroppo, però, il comportamento di alcuni turisti non si è dimostrato molto rispettoso; tant’è che lo stesso autore della serie ha ammonito i fan di tenere un comportamento più consono durante la visita al sito e alla tragedia umana da esso rappresentata evitando di recarsi in quei luoghi per scattarsi inutili selfie.

Il viaggio virtuale tra le strade di Chernobyl

Esiste un modo più rispettoso e privato per visitare Chernobyl, grazie a Google maps è possibile percorrere i luoghi della tragedia senza offendere la memoria delle vittime. Il servizio offerto dal colosso di Mountain  view permette di ripercorrere le strade limitrofe alla famosa centrale nucleare e i luoghi più suggestivi e al contempo terrificanti come la città fantasma di Pripyat (distante solo 3 km dalla centrale), l’effettiva cittadina di Chernobyl, posta a 15 km a sud della centrale, dove sono tornate a vivere alcune centinaia di persone ed ancora la famosa foresta rossa (una pineta di circa quattro chilometri quadrati i cui alberi si sono tinti di rosso prima di morire per le alte radiazioni) un luogo tutt’oggi inaccessibile.

Avatar
Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.