Chief Digital Officer (CDO): un ruolo fondamentale nel processo della digitalizzazione.

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Chief Digital Officer (CDO): ruolo sempre più centrale nelle imprese, dal momento che è a capo del processo della digitalizzazione. Ma il CDO deve possedere diverse competenze per essere all’altezza del ruolo che gli viene affidato, si va dall’aspetto informatico a quello manageriale. Nello specifico, allora, in che cosa consiste questo ruolo?

Da tempo, ormai, il digitale ha rivoluzionato tutti gli ambiti della nostra vita, passando, in un primo momento, dall’ambito personale, per arrivare a pervadere completamente anche l’ambito lavorativo. Inevitabilmente però viene richiesto, tanto al singolo utente, quanto alle organizzazioni, un upgrade continuo “in termini di governance, management e competenze, un riadattamento continuo dei processi alla ricerca della formula perfetta che coniughi razionalizzazione, semplificazione e realizzazione di servizi di qualità, resi all’utenza attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie”.

Negli anni, per favorire la digitalizzazione di tutti i contesti, molte sono state le proposte utilizzate: dalle strategie top-down o bottom-up all’attuazione di sistemi tecnicamente avanzati per consentire l’ottimizzazione delle informazioni e dei documenti.

Ma, intuitivamente, appare chiaro a tutti che sia la pubblica amministrazione che le PMI stiano arrancando nel tentativo di trovare un modo per sviluppare modelli organizzativi che comunichino tra loro, in un equilibrio perfetto tra l’utilizzo di risorse umane, economiche e tecnologiche. Per cui, ci si chiede, che cosa sfugge allora al loro controllo? Cosa non considerano?

Una delle prime giustificazioni che viene fornita nella maggior parte dei casi è che a scarseggiare sono innanzitutto le risorse economiche, ma non può essere solo questo. Il problema fondamentale, infatti, è la mancanza dell’analisi delle competenze fondamentali per l’esecuzione di questi processi e l’individuazione di modelli organizzativi volti a sovrintendere, coordinare e gestire l’assetto digitale.

Ad esempio, per l’individuazione di modelli di governance che si occupano di digitalizzare le informazioni ed i documenti all’interno dell’amministrazione pubblica, bisogna tenere presente tutte le modifiche previste all’art. 15 del decreto legislativo “recante modifiche e integrazioni al codice dell’amministrazione digitale, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. In particolare, secondo queste recenti modifiche le pubbliche amministrazioni devono affidare a un unico ufficio dirigenziale generale la transizione alla modalità operativa digitale e i conseguenti processi di riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di un’amministrazione digitale e aperta, di servizi facilmente utilizzabili e di qualità”.

Il responsabile dell’ufficio generale deve avere adeguate competenze tecnologiche, deve svolgere il ruolo di difensore civico digitale ed è a lui che i cittadini e le imprese possono inviare segnalazioni e reclami rispetto ad ogni presunta violazione del CAD o di qualunque altra norma nell’ambito della digitalizzazione e dell’innovazione nella pubblica amministrazione.

Le modifiche dell’art. 15 comportano quindi lo sviluppo del ruolo di un ufficio dirigenziale e di un responsabile, il Manager della governance digitale o Chief Digital Officer, che ha il compito di gestire le strategie di riorganizzazione e digitalizzazione all’interno della PA. Questo ruolo è quello che manca per lo sviluppo di un’organizzazione digitalizzata appropriata.

Il CDO (Chief Digital Officer) deve inoltre anche essere formato da un punto di vista manageriale, dal momento che deve essere in grado di coordinare un team su più livelli oltre ad occuparsi dei sistemi digitali.

Affinché l’intero processo di gestione e di digitalizzazione delle informazioni e dei documenti si verifichi in modo appropriato il CDO deve garantire: la fruibilità delle informazioni; l’interoperabilità dei sistemi; la trasparenza di dati e documenti ed infine corretto trattamento dei dati personali.

Inoltre, il compito specifico del CDO è soprattutto quello di assicurare, sia nelle PMI che nella PA, il corretto flusso delle informazioni, dei dati e dei documenti, garantendone, allo stesso tempo, l’utilizzo e la condivisione nel rispetto delle norme, cooperando con tutti i Professionisti della digitalizzazione documentale che lavorano sui singoli aspetti dell’intero processo.

In base a quanto detto fin ora, il CDO deve quindi essere dotato di abilità e di competenze multidisciplinari, per poter coordinare e supervisionare altri lavoratori su qualunque cosa riguardi la digitalizzazione delle informazioni e dei documenti, unendo a tutto questo, anche capacità tecnico-giuridiche, manageriali e di coordinamento.

Il CDO infatti deve occuparsi del coordinamento, della sicurezza informatica, senza tralasciare l’importanza del business.

Quindi è solo con un approccio multidisciplinare e orientato a competenze trasversali che sarà possibile fare funzionare delle strategie d’impresa innovative, competitive, trasparenti, efficaci e di qualità.

Fondamentale è quindi un cambiamento dell’organizzazione e delle professioni che strutturano tanto le PMI, quanto le PA.