Chirurgia robotica al Monaldi, due interventi mai eseguiti prima
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I primi due casi al Mondo con metodica Hybrid Robotic Video Assisted Thoracoscopy Surgery (Hrvats): l’asportazione di un voluminoso gozzo cervico-mediastinico anteriore e la correzione di una ernia diaframmatica anteriore di grosse dimensioni

Nell’Ospedale Vincenzo Monaldi sono stati eseguiti due interventi da record. Tali interventi sono stati eseguiti con l’ausilio della chirurgia robotica e su nessun database scientifico c’è traccia di questo intervento o di una sua esecuzione.

Chirurgia Toracica d’avanguardia

Nell’UOC (Unità Operativa Complessa) di Chirurgia Toracica dell’Ospedale Monaldi di Napoli, diretta dal Dottor Carlo Curcio, sono stati eseguiti con successo due interventi innovativi. Le procedure chirurgiche, eseguite con il robot Da Vinci, consistevano nella rimozione di gozzo cervico-mediastinico anteriore e la correzione di una ernia diaframmatica anteriore di grosse dimensioni con tecnica Hybrid Robotic Video Assisted Thoracoscopy Surgery (Hrvats).

Di questo tipo di intervento non c’è traccia nella letteratura scientifica.

Entrambi gli interventi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Journal of Thoracic Disease.

I primi al mondo, riducendo le patologie iatrogene

Curcio, direttore della UOC di Chirurgia Toracica dell’ospedale Monaldi, spiega: “Il fatto che non siano mai stati pubblicati interventi del genere ci fa presumere che siano stati i primi due casi al mondo operati con tecnica robotica.

Nell’ultimo decennio la tecnologia robotica è stata applicata anche in chirurgia toracica e la visione tridimensionale e la capacità degli strumenti di articolarsi a 360 gradi, simulando i movimenti del polso umano, consentono di eseguire interventi di alta precisione evitando molto spesso, per il trattamento di alcune patologie del mediastino, l’apertura dello sterno con la possibilità per il paziente di un più rapido ritorno alla vita sociale ed è per questo che abbiamo dato inizio a un programma di chirurgia robotica volto, nei casi indicati, ad asportare tumori del mediastino o patologie del mediastino associate ad una particolare malattia neurologica: la miastenia gravis”.

Attrezzature al top e chirurghi d’eccezione

Grazie alle apparecchiature robotiche come il Da Vinci, ma soprattutto all’equipe operatoria altamente qualificata, operazioni innovative come queste a breve saranno all’ordine del giorno.

Non a caso, negli ultimi cinque anni, l’Ospedale ha realizzato il maggior numero in ambito nazionale di lobectomie polmonari con chirurgia microinvasiva mediante videotoracoscopica (Vats Lobectyomy).

L’orgoglio del manager e la promessa di maggiori risorse

Antonio Giordano, Commissario Straordinario dell’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi, Cotugno e Cto) spiega: “Grazie all’utilizzo di tecniche chirurgiche mini invasive, infatti, si possono effettuare interventi altamente qualificati che contribuiscono a contrastare il fenomeno dell’emigrazione sanitaria. Sempre per ridurre il problema dei viaggi oltre regione, a breve, l’UOC di Chirurgia Toracica disporrà di una sala operatoria dedicata in più, per consentire una sensibile riduzione dei tempi di attesa”.

Buona sanità in Italia

Questo è solo uno dei numerosi interventi rivoluzionari che sono stati eseguiti nel napoletano. Infatti, nell’Ospedale del Mare è stato eseguito un altro intervento da primato mediante la tecnica della scheletrizzazione. Altro esempio è anche l’operazione che è stata eseguita poco tempo fa a Padova con la tecnica ECMO.

Grazie alla microchirurgia e appositi manipolatori elettrici è stato possibile aspirare un tumore intracardiaco attraverso due piccoli fori. L’Italia dimostra che anche con pochi fondi in confronto a realtà estere, ma con un po’ di inventiva, é possibile fare grandi cose.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.