ciclismo. Nuove decisioni europee
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In un clima di rinnovata speranza nel quale in tutta Europa si muovono ipotesi su come far ripartire il sistema socio-economico, per gli appassionati del ciclismo arrivano notizie confortanti

Tour e Corsa Rosa pare abbiano trovato una nuova collocazione, così come campionati nazionali e mondiali, ma, nonostante i grandi sforzi, non tutte le corse hanno ancora una nuova data certa.

La videoconferenza del 15 aprile

Con una videoconferenza organizzata nella mattinata dello scorso mercoledì, l’UCI – Unione Ciclistica Internazionale – ha ufficialmente comunicato ai rappresentati delle squadre, ai rappresentanti dei corridori e ai comitati organizzatori, la bozza del riformulato calendario per le corse originariamente in programma tra la primavera e l’estate 2020.

Confermato lo stop fino al 1 luglio per tutte le gare del circuito World Tour nell’attesa che l’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 rientri in tutto il mondo. Certa sarebbe una revisione del calendario appena proposto qualora la grave situazione sanitaria dovesse persistere.

La riprogrammazione proposta

Si ripartirà nel weekend del 22/23 agosto che vedrà gareggiare i corridori per i propri titoli nazionali; in quei giorni infatti le Federazioni dovranno proporre i Campionati Nazionali e grande è l’attenzione per l’Italia che ha programmato la corsa sulle strade del Veneto.

 La settimana successiva sarà la volta del Tour de France che partirà il 29 agosto, come previsto, da Nizza, per concludersi il 20 settembre sugli Champs Elysees.

Restano invariate le date dei Campionati Mondiali che si svolgeranno in Svizzera tra il 20 e il 27 settembre, così come quelle dei Campionati Europei che si svolgeranno a Trento tra il 9 e il 13 settembre.

Agli inizi di ottobre, invece, è posticipato l’avvio del Giro d’Italia che si potrebbe riposizionare presumibilmente tra il 3 e il 25 del mese, pur con un percorso rimaneggiato vista l’impossibilità di partire dall’Ungheria, come annunciato.

Probabile, infine, lo svolgimento della Vuelta nel mese di novembre, mentre ancora non definite sono le date per il recupero delle Classiche.

Le polemiche

Mentre sembrano pressoché ufficializzate le date di svolgimento del Tour, diversa è la situazione del Giro per il quale è certa la partenza dopo i Mondiali, senza però conferma della data. Secondo alcuni addetti ai lavori sarebbe stato chiesto agli organizzatori del Giro e a quelli della Vuelta, la cui ipotetica partenza potrebbe essere a novembre, di ridurre le corse a 18 tappe rinunciando a due giorni di gara e ad un giorno di riposo.

Ovvia la reazione di Mauro Vegni, direttore del ciclismo di RCS sport, che chiede lo stesso trattamento riservato dall’UCI al Tour cui non state chieste rinunce.

Anche le donne lamentano scarsa considerazione. La Cyclist’s Alliance, sindacato a tutela delle atlete World Tour, ha twittato duramente ai danni dell’UCI cui sostiene di aver chiesto più volte di prendere parte alle discussioni che hanno portato alla stesura della bozza del calendario non ricevendo alcuna risposta.

Roberta Santillo