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Nelle sale il suo capolavoro-testamento Il corriere

Provateci voi a chiamarlo “vecchio”! Soprattutto, dopo aver visto la sua ultima fatica, Il corriere (The Mule), in sala dal 7 febbraio con la Warner. Il regista e interprete principale è Clint Eastwood: uno su cui si spendono espressioni come “la leggenda”, “il mito”; ma che, a dispetto degli 88 anni compiuti e delle pur legittime etichette, conserva negli occhi la luce e la vivacità di uno spiritello.

Tratto da una storia vera

Scritto da Nick Schenk, sceneggiatore di Gran Torino, il film è tratto da una storia raccontata nell’articolo ‘The Sinaloa Cartel’s 90-Year-Old Drug Mule’ (ossia: ‘Il novantenne mulo della droga del cartello Sinaloa’) di Sam Dolnick per The New York Times.

«Quando mi hanno proposto di interpretare questo personaggio – ha spiegato Eastwood – mi sono detto che sarebbe stato divertente vestire i panni di qualcuno più vecchio persino di me! La criminalità è economicamente un’ancora di salvezza per Stone, ma moralmente è un collasso. Per cui da una parte la sua vita migliora, ma dall’altra va a fondo. E uno di questi giorni dovrà pagare le conseguenze e affrontare le cose sbagliate che ha fatto».

Una trama avvincente

Il corriere si può definire un western on the road: ispirato a una storia vera, vede al centro il novantenne Earl Stone, reduce della guerra di Corea, che continua a lavorare nella floricultura, ma è ormai sull’orlo della bancarotta. Separato da anni dalla moglie e con una figlia con la quale non parla più, Earl (alla canna del gas) accetta un impiego da parte di un cartello messicano, che gli offre un sacco di soldi per fare da ‘mulo’, ovvero trasportare con il suo pick up grosse quantità di droga da uno stato all’altro. Earl, grazie a questo lavoro, paga il matrimonio dell’amata nipote e si riavvicina alla famiglia, ma inizia anche a partecipare alle feste del cartello messicano e ad avere incontri ravvicinati con escort compiacenti.

Dispiace che probabilmente questo sia l’ultimo in cui vedremo Eastwood davanti e dietro la macchina da presa (cosa che non accadeva dai tempi di Gran Torino del 2009).