Il cloud computing conquista i data center: dal 2021 controllo del 95%

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Cisco Global Cloud
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Il mese di febbraio si è aperto con la settima edizione del Cisco Global Cloud Index: Forecast and Methodology 2016-2021 evento condotto dalla multinazionale statunitense specializzata in networking. Da questa edizione sono emersi diversi dati ma quelli che sono balzati maggiormente agli occhi di tutti hanno riguardato il cloud computing e i data center.

Secondo Cisco, infatti, nei prossimi tre anni il traffico in cloud dei data center riuscirà a raggiungere una copertura sul totale pari al 95% con uno sviluppo di sette punti percentuali rispetto a due anni fa (88% nel 2016). La crescita riguarderà anche i Zettabyte (unità di misura della quantità di dati) che triplicheranno passando dai 6 del 2016 ai 19,5 del 2021.

Il Cisco Global Cloud Index ha analizzato la virtualizzazione sia del cloud computing, servizio che permette di recuperare dati archiviati da un qualunque dispositivo grazie ad un server remoto, sia dei data center, unità organizzativa che coordina i servizi di gestione dati, le apparecchiature ed altri aspetti utili per le attività aziendali, precisando che se il servizio cloud è in ascesa è grazie alle diverse applicazioni utilizzate da imprese e utenti.

Le applicazioni aziendali riguardano, sostanzialmente, gli analytics, le pianificazioni riguardanti le risorse presenti in impresa, gli entreprise digitali e le collaborazioni, mentre quelle degli utenti, dette consumer, comprendono tutte le attività di streaming per video, le ricerche con i diversi motori di ricerca su Internet e l’uso dei social network. Tutte queste applicazioni rappresentano il veicolo principale della crescita del cloud nei data center.

Se il cloud computing continua a crescere in modo così esponenziale, tale da raggiungere nei prossimi anni numeri importanti, è grazie ad un fattore fondamentale, soprattutto in ambito informatico, che è quello della sicurezza; la governance dei data center, infatti, ha lavorato a lungo per ridurre tutte le possibili minacce quasi al minimo e ha permesso alle aziende di adottare il servizio cloud senza remore.

Anche Cisco, effettivamente, ha confermato nel corso dell’evento che sul tema della sicurezza del cloud computing sono stati compiuti notevoli passi in avanti e, ha aggiunto, che anche i vantaggi derivanti dal servizio sono sempre più visibili soprattutto per quanto riguarda la scalabilità che è sempre più richiesta.

L’importanza della scalabilità, come spiega Cisco, deriva dal sempre più crescente numero di applicazioni Internet of Things, abbreviato in “IoT”, che conta nel 2016 5,8 miliardi di connessioni ma che nel 2021 toccheranno quota 13,7 miliardi. Il neologismo IoT riguarda l’estensione di Internet agli oggetti che trasmettono dati come la smart city, le utility digitali, le smart cars o i servizi di connected health e che richiedono memorizzazione ed elaborazione scalabile, fondamentali per i data center e tali da portare al miglioramento e incremento dei data center cloud hyperscale (dai 338 del 2016 ai 628 del 2021).

Nel Cisco Global Cloud Index emergono numeri sensazionali

Altro fattore rilevante, pervenuto durante l’evento del Cisco Global Cloud Index, è quello del processo d’istanze di calcolo e carichi di lavoro; questo processo sarà compiuto per il 94% da data center a servizio cloud mentre il restante 6% da tradizionali data center. Questo fa capire quanto il cloud computing “monopolizzerà” i centri di elaborazione dati.

Altri dati emersi dall’evento dimostrano che, nei prossimi tre anni, tra i tre modelli principali di cloud computing (IaaS, SaaS e PaaS) il Software as a Service (SaaS) sarà quello più utilizzato dalle aziende cosi come si evince che la crescita del traffico dei data data center si realizzerà grazie ai Big Data che passeranno dal 12% del 2016 al 20% del 2021 di traffico.

Proprio i Big Data, oltre ai citati Internet of Things, saranno fonte di grande sviluppo per i dati archiviati dei data center; questi, infatti, riusciranno addirittura a toccare quota 403 Exabyte (altra unità di misura della quantità di dati, abbreviata in EB), otto volte quella del 2016 (25 EB) e permettere ai dati archiviati di quintuplicarsi. Se ai Big Data aggiungiamo l’IoT, poi, il totale dei dati passerà dai 218 Zettabyte del 2016 ai 847 del 2021 quadruplicandosi.

Grazie all’evento Cisco Global Cloud Index, quindi, emergono dei numeri molto rilevanti che dimostrano quanto i data center sono, e saranno, sempre più influenzati dal servizio di cloud computing. Inoltre, da non sottovalutare è che i data center sono la dimostrazione che se la cyber security è curata nel dettaglio i vantaggi, grazie a servizi innovativi come il cloud, sono sempre più tangibili e a beneficio di aziende e utenti.