Il futuro del turismo
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Con la crisi attuale, il turismo cambierà volto. Tra piccoli borghi e visite virtuali 

Il settore turistico, indotto incluso, è un perno essenziale della economia mondiale. Nel caso poi dell’Italia, nazione che racchiude in sé una percentuale molto alta dell’arte mondiale, pensare al turismo post Coronavirus è di fondamentale importanza per la ripartenza della nostra economia. 

Ad avviso di chi scrive, dovrebbero essere due le strade da seguire: il turismo digitale e lo sviluppo dei piccoli borghi. 

A causa della pandemia muoversi è diventato sempre più difficile, soprattutto per lunghe distanze. I due percorsi su citati servono proprio per venire incontro al visitatore, al turista. 

Turismo digitale

Partiamo da un dato. Secondo dati recenti, resi noti dallo stesso Museo, il sito online della Pinacoteca di Brera è stato visitato da più di un milione di utenti. 

Si è aperta al pubblico, cercando di prevenire ed esaudire i loro desideri. Rendendo accessibili a tutti, per quanto possibile, i propri tesori questi musei svolgono egregiamente il loro servizio pubblico anche in questo periodo così complesso per il nostro Paese, e non solo, causa Covid-19

Parliamo di musei, al plurale, perché Brera non è l’unico Polo Museale a rendere accessibile, via web, i propri capolavori. 

Gli Uffizi, i Musei Vaticani, il British Museum e il Prado sono solo alcuni dei musei da poter visitare tramite internet. 

Affianco a queste attività classiche, si sta affiancando anche un’altra tipologia di offerta: quella delle lezioni, o pillole, di argomento artistico trattate da grandi esperti del settore; ma anche l’intervento da parte di artisti (Museo Madre di Napoli docet). 

I piccoli borghi 

La nostra splendida Penisola è costituita, per gran parte, non da grandi città ma medi e piccoli centri, veri scrigni dell’Arte. Basti pensare, tanto per fare un esempio, a città come Mantova, Noto, Trento, l’Aquila, Cremona e Sora

Non dobbiamo pensare al Turismo 4.0 a grandi metropoli quali Roma e Milano ma ai piccoli centri. Questo per due motivi: il primo perché sono piccole realtà, non visitabili da masse di turisti; secondo perché si trovano a distanze non grandi, adatte ad un turismo locale. 

Cosa farà il Governo in merito? 

Con il nuovo decreto, che dovrebbe essere emanato a breve, sembra che sia stato concepito un bonus o di 325 o di 500 euro per permettere alle famiglie italiane di poter detrarre dalle tasse la cifra sopra indicata se verrà spesa per pernottare in strutture ricettive per almeno tre giorni. 

Nei prossimi giorni vi forniremo maggiori dettagli in merito. 

 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.