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La tecnologia c’è, ma manca la legge

Attenzione: quella che vi raccontiamo sarebbe una svolta vera e propria per l’economia, ma anche per l’ambiente. Come è noto, i pannolini, oltre ad avere un costo notevole (e a gravare sul bilancio delle famiglie), rappresentano un problema per quanto riguarda lo smaltimento. Da oggi la situazione potrebbe rivoluzionarsi grazie a un’azienda di Treviso, in grado di trasformare l’intimo usa e getta in utensili domestici, arredi urbani, materiali da costruzione e addirittura cavi sottomarini.

Inaugurato circa un anno fa, l’impianto del trevigiano è di Fater Smart, che fa parte di Fater Spa, la joint venture tra Procter & Gamble e gruppo Angelini che produce le linee Pampers, Lines e Tampax. Un organico di sei operai e due supervisori, più gli amministrativi. Si tratta del primo impianto al mondo in grado di trasformare pannolini, pannoloni per anziani e assorbenti in nuove risorse. La tecnologia è già funzionante: peccato che la legge non permetta ancora di metterla a frutto. L’impianto non potrà vendere ciò che produce, fino a quando non verrà approvato il decreto End of Waste: solo attraverso questa legge, le materie prime-seconde che escono dallo stabilimento non saranno più considerate rifiuti (in quanto tali, inutilizzabili).

L’ottimismo del manager

Al di là delle attuali difficoltà, c’è fiducia nelle dichiarazioni di Giovanni Teodorani Fabbri, general manager di Fater Smart: «L’attuale vuoto normativo è un problema per noi, ma anche per molte altre imprese di riciclo. E non solo in Italia. Se equipariamo quello che produciamo a un rifiuto, l’economia circolare resta una bella espressione linguistica, senza alcuna applicazione pratica. Il decreto – continua Teodorani Fabbri – dovrebbe presto essere firmato dal ministero dell’Ambiente, abbiamo avuto rassicurazioni dal Governo in questo senso».

Il vuoto normativo

In Italia pannolini rappresentano un’emergenza ambientale: finora nessuno ha trovato il modo di riciclarli. Pensate che nel nostro Paese ogni minuto si consumano circa 7.000 pannolini, per un totale di 900.000 tonnellate a fine anno. Questo eco-mostro finisce in discarica, insieme al resto dell’immondizia indifferenziata.

Una precisazione è d’obbligo: al giorno d’oggi (al netto, dunque, del decreto che si spera venga approvato) non tutti i materiali riciclati e reimmessi sul mercato si considerano immondizia. il mercato di carta e plastica di seconda generazione, per esempio, è diffuso ormai da un paio di decenni. Resta, tuttavia un pregiudizio (e soprattutto un vuoto normativo) rispetto agli impianti più pioneristici, come quello di Treviso.

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I miei genitori mi diedero due nomi, Giovanni e Luca: idea elegante, ma poco pratica. Per fortuna, rimediarono soprannominandomi in modo più semplice Gianluca. Ho 38 anni e sono un ragazzo della provincia: Palma Campania, precisamente; scoprire dove si trovi è una sfida avvincente. La mia attività principale è subire le conseguenze dell'essermi abilitato giornalista professionista. Dopo aver maturato alcune esperienze in redazioni radio e TV, oggi scrivo di spettacoli, televisione e teatro principalmente, sebbene ami molto di più il cinema: l'importante nella vita è fare scelte coerenti. Per PSB Privacy e Sicurezza, mi occupo di tecnologia e video game, mantenendo l'obiettivo di informare e, nel contempo, aprire una finestra di aria fresca e leggera sulle notizie.