competence center
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Dopo la chiusura del bando per le candidature e la costituzione della commissione di valutazione, inizia il processo di selezione dei competence center

Cosa sono i competence center ?

Nel piano Industria 4.0 viene chiarito che i competence center sono poli fondamentali di innovazione, incentrati sulla collaborazione tra pubblico e privato, in quanto costituiti da minimo un ente di ricerca e da più imprese. Inoltre, tra i partecipanti la percentuale di partner pubblici non deve assolutamente superare il 50% dei membri totali.

Di cosa si occupano i competence center ?

I competence center si occupano di tre funzioni fondamentali:

a) l’orientamento: rivolto a tutte le aziende del territorio, in special modo alle PMI, affinchè possano venire a conoscenza degli strumenti attualmente utilizzati nell’ambito dell’Industria 4.0, offrendo loro anche un contributo sulla valutazione dello stato attuale rispetto allo sviluppo tecnologico e digitale;

b) la formazione: i competence center hanno il compito di favorire, promuovere, educare e diffondere tutte le competenze acquisite nell’ambito dell’Industria 4.0. Questo processo prevede uno studio sia teorico, svolto in aula, che pratico, quindi analizzando anche gli ambiti reali di applicazione;

c) i progetti: i competence center devono offrire alle imprese, in particolar modo alle PMI, progetti innovativi, tanto di ricerca quanto di sviluppo. Tra le varie proposte possono essere rivolte anche offerte di collaborazione tra più aziende.

Come verranno selezionati i competence center di riferimento ?

Secondo quanto previsto dalle attuali direttive, i competence center, di certo, partiranno prima di quest’estate. Dal momento che tutte le domande sono state presentate, è iniziata la fase di selezione da parte di commissioni valide ed esperte, soprattutto rispetto all’ampio numero di Università che hanno presentato la propria candidatura.

Chi sono i membri della commissione ?

In seguito al rispettivo bando di selezione, l’8 maggio 2018 è stato reso noto dal Ministero dello Sviluppo Economico l’elenco dei candidati selezionati attraverso un decreto apposito. Come presidente del Comitato è stato nominato Stefano Firpo, direttore generale politica industriale del Mise; sono stati scelti dal Ministero dello Sviluppo Economico Francesco Caio e Andrea Maria Felici e dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur) Antonio Di Donato e Silvia Nardelli.

Come avviene la selezione dei competence center ?

Nell’apposito decreto dell’art. 8 riguardante i competence center, reso pubblico a gennaio 2018, è stato chiarito che le candidature per i centri di competenza verranno valutate dalla commissione di esperti e dal Ministero. Questi organi si occuperanno di stilare una graduatoria e di intavolare delle negoziazioni per l’attribuzione delle risorse.

Quali sono i criteri di valutazione dei competence center ?

Tutte le domande per i competence center sono state appositamente inviate entro il 30 aprile. Ne sono risultate 7, ognuna delle quali è guidata da un’Università e nello specifico figurano: l’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Politecnico di Torino, il Politecnico di Bari, l’Università di Bologna, il Politecnico di Milano, l’Università di Padova, la Sapienza di Roma e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

La valutazione prevederà l’attribuzione di un punteggio, i cui criteri sono specificatamente formulati nell’art. 10 del bando stesso.

Gli elementi valutati saranno:

a) Le caratteristiche tecniche e la solidità economico-finanziaria dei competence center. Per le Università, si andranno a valutare, nei tre anni precedenti:

  • il numero di pubblicazioni riguardanti l’ambito dell’Industria 4.0;
  • la qualità delle strutture che verranno utilizzate, sia per la ricerca che per il trasferimento tecnologico nei confronti delle imprese;
  • il numero dei progetti di trasferimento tecnologico realizzati, sempre nell’ambito dell’Industria 4.0, con le PMI;
  • il numero di dottorati, dottorandi ed assegnisti di ricerca, nello specifico ambito dell’Industria 4.0;
  • la valutazione della qualità del personale che dovrà occuparsi del competence center;
  • la presenza di percorsi di dottorato in ambito industriale;
  • l’aggiudicazione di bandi, europei o nazionali, di ricerca relativi sempre al settore dell’Industria 4.0.

Per quanto riguarda gli enti privati, invece, si andranno a valutare:

  • la percentuale del fatturato aziendale relativo agli ambiti di Industria 4.0;
  • il numero di progetti di trasferimento tecnologico concordato con le Università o con altri centri di ricerca;
  • il numero di brevetti e dei diritti della proprietà industriale riguardanti lo sviluppo di tecnologie dell’Industria 4.0;
  • il numero di studenti formato;
  • le caratteristiche del personale che si occuperà del programma;
  • l’aggiudicazione di bandi nazionali o europei, sempre nell’ambito dell’Industria 4.0;
  • fatturato complessivo delle aziende partner.

b) La solidità economica e finanziaria e la qualità del programma di attività. In questo caso, si andranno a valutare:

  • l’attinenza della proposta formulata;
  • la presenza di risorse tanto di aspetto organizzativo che strumentale;
  • le aspettative del fatturato;
  • l’effettiva possibilità di sostegno economico del progetto;
  • le strategie commerciali;
  • l’adeguatezza delle strutture designate;
  • la qualità dei risultati attesi.

La graduatoria, dunque, verrà compilata in base a tutti questi criteri. I fondi previsti per ogni competence center sono di 7 milioni e 500 mila euro ciascuno. Ad ogni modo, le questioni economico-finanziare verranno discusse nell’apposita fase di negoziazione.