conferenza mondiale sul clima a Katowice (Polonia)
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Il grande tema del rapporto tra ambiente e tecnologia è al centro della COP24 di Katowice in Polonia, ovvero la Conferenza mondiale sul clima a cura dell’ONU. Tra i relatori della manifestazione vi è anche il noto colosso bancario olandese ING, il quale ha detto la sua in merito all’utilità che il progresso tecnologico può determinare nel tutelare al meglio l’ecologia del pianeta Terra

La necessità di indire una Conferenza mondiale sul clima nacque nel 2015, a seguito del famoso “accordo di Parigi”, nel quale i governi dei principali Stati dell’ONU furono concordi nel considerare il cambiamento climatico come “una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta”. Tra le finalità che si decise di perseguire assieme negli anni successivi, vi fu anche quella di stanziare finanziamenti, soprattutto nei paesi cosiddetti di “vecchia industrializzazione”, in favore delle “tecnologie verdi”, proprio per ridurre la grande quantità di emissioni di gas nell’atmosfera e la dipendenza dai combustibili tradizionali, destinati in qualche modo ad esaurirsi.

La prospettiva di uno “scenario positivo”

Nella terza giornata di lavori della Conferenza mondiale sul clima (che terminerà venerdì 14 dicembre), il colosso bancario ING ha sottoposto all’attenzione degli altri relatori il proprio punto di vista sull’impatto che le nuove tecnologie possono determinare nel miglioramento delle condizioni ambientali del pianeta. Nel documento in questione, intitolato “Technology, the climate saviour?”, si è posto in evidenza il positivo apporto delle energie rinnovabili e delle batterie, anche in virtù del loro basso costo.  Se ci sarà il sostegno politico dei vari governi, inoltre, secondo il report, sarà possibile entro il 2050 raggiungere uno scenario positivo (Positive Tech Scenario), grazie alla riduzione della quantità attuale di emissioni gassose nell’atmosfera pari al 64%. Ciò potrà avvenire, infatti, attraverso un maggiore utilizzo delle nuove tecnologie nel settore dei trasporti, quindi mediante automobili, autobus e treni a funzionamento elettrico.

Il sostegno della politica internazionale

Come già sottolineato in precedenza, sarà fondamentale il contributo della politica internazionale nella gestione di questo processo, soprattutto in termini di prezzi. Secondo Gerben Hieminga, senior economist di ING, “un rapido aumento delle auto elettriche e dei camion riduce la domanda di petrolio e questo potrebbe causare la caduta dei prezzi. Senza politiche in atto, ciò potrebbe innescare un aumento della domanda e delle emissioni del trasporto aereo”.

Dunque, non basta, secondo quanto affermato dal colosso bancario nella Conferenza mondiale sul clima, profondere sforzi nella ricerca sulle nuove tecnologie ma occorre garantire sul mercato internazionale la “competitività” di mezzi elettrici e combustibili sostenibili rispetto ai preesistenti competitors, tra cui anche il modello “nucleare. Solo così, nei prossimi decenni si potranno associare in maniera produttiva l’esigenza di una “crescita economica costante” e la necessità di tutela dell’ambiente con il potenziale e naturale fenomeno dell’incremento demografico mondiale.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.