sinergie per ripartire alla grande
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Un banco di prova importante: ridisegnare le sinergie

Nulla sarà come prima e le idee propositive dovranno, necessariamente, essere il fulcro della futura rinascita. Tutti i settori usciranno a pezzi; sarà inevitabile ripensare ad una gestione più accorta delle risorse. Gestionali, economiche, politiche, economiche, emergenziali saranno oggetto di rigeneranti riqualificazioni.

Non potrà sfuggire, a tali esigenze, la parte politica e l’operosità dei componenti.

L’attività di un soggetto politico dovrebbe essere valutata dall’elettorato che rappresenta e che, certamente, attende tangibili riscontri alla fiducia accordata.

E’, appunto, tale fiducia che non deve essere tradita con assunzione piena e totale della responsabilità per l’approccio ad un percorso difficile e pieno di difficoltà ma che, nel contempo, si presenta affascinante nel raggiungimento dello scopo.

Non sfuggono, all’intera cittadinanza, le responsabilità di un’amministrazione se è solo intenta al “tirare a campare”, scevra da propositivi impegni, atti al recupero di un’immagine, deteriorata e calpestata; vieppiù appare improcrastinabile l’assunzione di un ruolo guida di una metropoli, per condurre alla ripresa la propria intera provincia, sotto ogni aspetto di riconversione.

Non dovrebbe essere una chimera, ma un’idea nuova da tramutare in realtà, con il coinvolgimento e l’ausilio di tutti gli interessati ad un futuro migliore che rispecchi, in modo certo, l’inversione di una rotta, assolutamente nefasta, intrapresa. E’ ormai tempo immemorabile che la sentita esigenza del popolo,  non trova riscontro in una palpabile presenza di un’identità ferma e decisa.

Ferma nell’essere e decisa nell’assumere responsabilità nette. Insomma un’entità assolutamente propensa all’essere e non all’apparire.

Gli sforzi appaiono, sovente, vanificati da infatuazioni passeggere o, ancora peggio, da calcoli autoreferenziali che sembrano portare solo a situazioni di convenienza personale trasmettendo –  fatto ancor più insopportabile – perplessità diffusa ed inculcando un’errata interpretazione, sulle iniziative da intraprendere per porre rimedio, e fine, allo scempio perpetrato dalla miopia politica.

Da ogni parte, senza distinzione di classi, età, religioni, etnie e appartenenze.

La laboriosità, l’operosità, l’onestà intellettuale, la lealtà comportamentale, la coerenza di ciascuno possono, unite in un’unica sinergia, concentrare le forze in un’identità politica che può occuparsi, in maniera fattiva e dirimente, degli infiniti problemi che attanagliano la Comunità.

L’egemonizzazione del consenso propagandistico ha, ormai, occupato ogni spazio, negando perfino un orizzonte di speranza. Il vero nodo da sciogliere è l’entità della nuova identità.

Alla base di tutto deve esserci una natura propositiva; dare, cioè, il corpus mechanicus all’idea. I campi di applicazione del teorema sono, assolutamente, smisurati.

In ogni settore, in ciascuna esperienza sono insite situazioni denotanti degrado e mala gestione. Scuola, legalità, cultura, traffico, turismo, commercio, vivibilità, quotidianità spicciola, hanno, necessariamente, urgenza di riassetto e dirimente riordino. Un pensiero propositivo deve essere in grado di esprimere, onestamente, un’autocritica convinta che miri a ricostruire un’identità politica di cui, ultimamente, pare dissipatosi il patrimonio umano e culturale.

Un pensiero propositivo deve saper fare ammenda delle gravi mancanze palesate e dell’assenza esplicata in momenti topici che avrebbero dovuto – è evidente e palpabile – essere gestiti in modo assai deciso. Un pensiero propositivo deve  fungere da fiero contraltare all’espandersi dell’inetta politica disfattista, protagonista, di fatto, della disgregazione straripante.

Un pensiero propositivo deve essere assoluto interprete della ripresa economica, culturale e ambientale di una realtà che non doveva essere tale. Un pensiero propositivo deve essere il naturale habitat, dell’identità fattiva e positiva.

Tra le varie priorità, quella del recupero e della rigenerazione di determinati ambienti deve, necessariamente, avere un canale privilegiato. Come si può parlare di recupero scolare, quale “conditio sine qua non” per riaffermare valori e legalità, se non si valuta di riacquistare, innanzi tutto, le condizioni in cui vivono tanti disagiati? Guardare, con attenzione, ad una più dignitosa sistemazione di coloro che vivono in pochi metri quadrati, è un impegno da assumere con grande serietà.

Immagino un coinvolgimento ecclesiale, propongo di analizzare e stimare l’esistenza di luoghi di culto sconsacrati dai quali si possano ricavare alloggi più dignitosi; all’interno delle stesse strutture ho idea si possa realizzare uno spazio per il recupero della legalità e per l’aggregazione giovanile.

Potrebbe essere un primo deterrente all’assoldamento di manovalanza per la malavita. Poter vivere in comunità, guardando un film o un incontro di calcio, svolgendo attività didattica, ludica, o comunque ricreativa, in modo sano deve essere una prerogativa assolutamente imprescindibile, per intraprendere la via del recupero.

I “maestri di strada” potrebbero trovare immediata collocazione e più consona utilizzazione.

Si potrebbe studiare, inoltre, come impegnare le varie Istituzioni  di provvedere all’individuazione di zone demaniale dove poter insediare, in periodo estivo, campi adeguati all’accoglimento della gioventù indigente. All’allestimento di tali spazi potrebbero provvedere imprenditori locali, che darebbero all’iniziativa il proprio marchio.

Si profilerebbe un risultato su più versanti. Campi estivi in attività, detassazione dell’investimento all’imprenditoria coinvolta e, conseguentemente, pubblicizzazione del marchio.

In breve vacanze sponsorizzate. Innanzi tutto dobbiamo prendere coscienza che a Napoli ci vogliono norme adeguate.

Insomma dobbiamo ammettere che per cercare di avere un’inversione di rotta, all’attuale situazione, è necessario l’ausilio di provvedimenti adeguati e mirati.

Non siamo qui a discutere  di sinistra o di destra, vogliamo solo significare che davanti a tanto disfacimento, in tutti i settori, si appalesa inevitabilmente l’esigenza di sanare le tante crepe e di recuperare la credibilità di istituzioni e regole di vita civile e civica.

Adeguamento dei servizi

Diverso dislocamento del decentramento. SMUT – Sezioni Municipali Territoriali – Dieci sezioni al posto delle attuali dieci municipalità. Diramazioni dalla centralità e decentramento dei servizi. Sportelli per l’utenza con tutti i servizi anagrafici. Le SMUT potrebbero anche interessarsi di un servizio decentrato dalla Sanità.

Con una idonea CED (Centrale Elaborazione Dati), l’anagrafe sanitaria della popolazione potrebbe essere gestita in maniera tale da evitare resse agli sportelli ad oggi deputati, ed un notevole aiuto agli utenti.

A cominciare da opere di prevenzione sanitaria, con adeguate informazioni in caso di esigenze emergenziali. Se pensiamo, poi, che l’utenza è parecchio interessata da persone anziane è evidente che il raggiungimento dell’obiettivo sarà un ristoro per fasce di età, non più tanto inclini a inutili attese e stancanti file.

Esempio di adempimenti per prenotazioni sanitarie, con apposto tesserino magnetico che riscontra dati dalla CED appositamente strutturata.

In pratica ciascun cittadino sarebbe in possesso di un tesserino sanitario magnetico tramite il quale potrebbe richiedere una serie di servizi. Anche di concerto, con apposita convenzione, con le Poste Italiane. Gli anziani ed i disabili potrebbero usufruire di una serie di vantaggi, sia sulla celerità del servizio sia sulle relative conseguenze in positivo.

Il Governo Territoriale Periferico

ADM – Agenzie di Municipalità – Quattro Agenzie: NA Nord – NA Est – NA Sud – NA Ovest – Decentramento dei compiti. Alle quattro unità periferiche verrebbero demandati anche i compiti di indirizzo politici. Risparmio di risorse e maggiore incremento operativo, anche grazie al diretto rapporto con le rispettive SMUT.

LEGALITA’ E SICUREZZA Polizia Municipale

  1. Vigilanza Turistica – Formazione all’accoglimento ed alla sicurezza del turismo comprese le attività di vigilanza antimbrattamento di monumenti e manufatti civili e della pubblica amministrazione.
  2. Vigilanza Itinerante – Controllo sui pubblici trasporti e delle pubbliche vie. Comprese le attività di controllo afferenti ai pubblici esercizi
  3. Vigilanza Educativa – Educazione e vigilanza stradale. Compreso il rieducare l’utenza all’utilizzo appropriato dei pubblici trasporti e del rispetto alle norme implicite del comportamento stradale in genere. Sia pedonale che automobilistico con particolare riguardo ai “dueruote” che imperversano anche sui marciapiedi

Tutela e difesa del territorio

SI.CO.TE. – Sistema Controllo Territoriale – Traffico e territorio a totale appannaggio del controllo a cura dei Carabinieri che, di fatto, anche per un periodo di tempo limitato e temporaneo, condividerebbero l’azione con la Polizia Municipale in tutte le azioni. Si potrebbe anche studiare un sistema “misto” in modo da ricollocare nei binari consoni tutte le norme del codice della strada. Nel frattempo si dovrebbe procedere alla ristrutturazione del Corpo della Polizia Municipale. Il coordinamento del SI.CO.TE. potrebbe coinvolgere Questura, Comando Arma, Guardia di Finanza  e Comando Polizia Municipale, con le relative le appendici delle sezioni zonali.

Presidi – Istituire presidi mobili, con pattuglie miste composte da Polizia e Esercito Italiano. Si potrebbero creare anche pattuglie con stazionamento in postazioni strategiche. I compiti sarebbero di prevenzione e controllo.

TRASPORTI – Valutare la reintroduzione del bigliettaio. Oggi la situazione dei trasporti è davvero “singolare”. Le obliteratrici non funzionano e il conducente dice di non poterci fare nulla, le obliteratrici vidimano in maniera errata e il conducente dice che non può farci nulla, le obliteratrici “mangiano” il titolo di viaggio e il conducente dice che non può farci nulla. Il titolo di viaggio reca obliterazione illeggibile e gli addetti ai controlli contestano come se non ci fosse vidimazione. Capita anche che la vidimazione sia apposta errata (11 gennaio anziché 11 febbraio) e che all’atto della successiva obliterazione, con la  vidimazione giustamente rifiutata, venga contestato di voler essere “furbo”. Orari abbastanza approssimativi e non sempre per condizioni di traffico critiche o non valutabili. Riassetto linee ed orari con eventuali itinerari “protetti”.

Gli attuali impieghi di uomini e mezzi per contrastare l’illiceità potrebbero essere ridotti con il reimpiego per altre esigenze.

IMMIGRAZIONE E SOCIALE – Si potrebbe discutere con la Curia per la ristrutturazione dei luoghi di culto sconsacrati, o non più in uso. Privati, con opportuni accorgimenti in capo a defiscalizzazioni ed a incentivi, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture ed il Comune, si farebbero carico dei lavori. Mini alloggi o comunque spazi da utilizzare per gli immigrati, i diversamente abili ed anche gli studenti fuori sede.

SANITA’ – Istituzione di un servizio sanitario municipale di concerto con le Poste. Un’anagrafe sanitaria afferente all’intera popolazione con una tessera magnetica pro capite che, opportunamente regolarizzata, potrebbe tornare utile per pagamenti ticket (anche presso tabaccherie), prenotazione visite e prestazioni sanitarie, accredito pensione per gli aventi diritto anziani e disabili. La tessera magnetica dovrebbe essere una sorta di documento sanitario multiuso. La stessa tessera potrebbe essere utilizzata per ritiro medicinali in farmacia grazie ad un sistema sempre gestito – tramite collegamento telematico con i medici curanti –  dalla CED prima citata.

Non so se può sembrare una semplice provocazione, ma so perfettamente che per ciascun punto si potrebbe aprire uno scenario di discussione e confronto.

A prescindere dai se, dai ma, da “io lo avevo detto”, da “primogeniture” vantate e da “consigli” senza senso, da “ma questo non è attuabile”, da “ma già esiste”.

Il confronto sarebbe la sola ed unica possibilità di verifica.

Un dato è certo: le idee camminano sulle gambe degli uomini. Per essere valutate è necessaria buona volontà ed onestà intellettuale e, inoltre, ci sarebbero altre proposte da poter valutare.

Appare superfluo, ma forse necessario, precisare che tali iniziative non sarebbero di natura assistenzialista, ma dovrebbero portare a realizzare reddito. Ed il reddito si ha anche risparmiando risorse economiche.

Lucia De Martino