Sala del Consiglio dei Ministri. Governo in crisi con gli USA (Fonte Wikipedia)
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Nella situazione odierna sono doverose alcune riflessioni sul futuro della nostra economia

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento in teleconferenza al 101esimo Meeting del Development Committee della Banca Mondiale e dell’Fmi.

Secondo il Governatore solo “un accresciuto coordinamento tra paesi in risposta alla pandemia ci permetterà di uscire insieme, più velocemente e a un costo minore”. Nell’affrontare la pandemia di coronavirus “oltre a salvare le vite umane la priorità assoluta è – sottolinea Visco – mantenere la capacità produttiva delle nostre economie”. Se così non fosse le conseguenze sarebbero devastanti. “Oltre ad aumentare le risorse disponibili per i sistemi sanitari – ha spiegato il Governatore – la strategia politica durante l’emergenza deve concentrarsi sul sostegno alle imprese, ai lavoratori e ai redditi delle famiglie” agendo per impedire che “i problemi di liquidità si trasformino in default di massa”. Altra “conditio sine qua non”, affinché tutto questo funzioni è, per Visco, “preservare la funzionalità dei mercati finanziari e la stabilità del sistema finanziario”.

Considerazioni sull’attuale realtà

Mi soffermerei sulla frase impedire che “i problemi di liquidità si trasformino in default di massa”.

Nel secondo decreto denominato “liquidità alle imprese” è bene precisare che, al di là del titolo nulla è stato dato alle imprese, in quanto vengono solo definiti i criteri certamente più ampi – delle garanzie che lo stato fornisce – tramite il Fondo di Garanzia gestito dal Medio Credito Centrale, a coloro che faranno richiesta di finanziamenti, tramite i soggetti intermediari autorizzati e banche.

Tranne per coloro che richiederanno il 25% del fatturato, per un massimo di 25.000 Euro, la proceduta sarà semplificata e la garanzia statale sarà del 100%; su tali operazioni le banche sembrano essere già pronte, ma solo in alcune è stato possibile l’inoltro delle domande, con il conseguente avvio dell’iter previsto.

Lo scenario che si prospetta

Per importi più alti, quello che il decreto definisce è una garanzia leggermente inferiore, e vagliata anche da Sace (Società di cassa depositi e prestiti), ma purtroppo ancora mancano regole chiare su come gli intermediari dovranno procedere con il caricamento e l’accesso alla richiesta di garanzia.

E’ chiaro che, a differenza di quanto enunciato e da molti imprenditori creduto, non ci sarà alcuna liquidità immessa sul mercato – tranne  per  richieste non superiori a 25.000 euro – che non venga valutata con estrema accortezza ed analisi del merito creditizio, in quanto se non dovessero essere restituiti i finanziamenti fatti, lo Stato ne risponderebbe con fondi pubblici.

L’intervento del Governatore è un chiaro segnale all’attenzione che le banche dovranno porre per l’erogazione del credito, e allo spirito di cooperazione che l’Europa tutta dovrà avere nell’attenzione alle esigenze dei singoli Stati.

Dottor Marco Nicotra [Consulente Finanziario e Aziendale. Impegnato da anni, nello specifico settore, ha maturato significative esperienze professionali che saranno utili per approfondire molteplici tematiche].