Il premier Giuseppe Conte, ospite all’Atreju, apre al dialogo con l’opposizione. “Chiudere i porti, però, non è la soluzione”
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Il premier Giuseppe Conte, ospite all’Atreju, apre al dialogo con l’opposizione. “Chiudere i porti, però, non è la soluzione”

Che sia abbia o meno fiducia in questo nuovo governo va dato sicuramente merito al premier Giuseppe Conte di quest’atto di coraggio: accettare un confronto, per un esponente politico, dovrebbe essere un dovere ma accettarlo nella tana nel lupo vuol dire senz’altro fare un passo in più del dovuto. Il discorso tenuto dal Presidente del Consiglio all’Atreju sembra effettivamente esser stato seguito con interesse dai presenti e dalle sue parole è trasparita la voglia di collaborare nonostante l’evidente diversità di vedute.

“Con il PD ci stiamo conoscendo”

La tensione per l’accoglienza che sarebbe stata riservata al premier dai presenti era ovviamente palpabile, tanto da spingere il capogruppo di FdI alla Camera Francesco Lollobrigida a redarguire preventivamente i presenti: “Ad Atreju abbiamo accolto molte volte i nostri avversari politici. So è che superfluo, ma vi rivolgo la raccomandazione di rispettare il principio secondo cui l’ospite va rispettato”. Parole simili quelle pronunciate anche dalla stessa Giorgia Meloni, che ricorda come “chi ha scelto la piazza non ha paura di confrontarsi”.

Proprio ribadendo la volontà di confronto Conte si presenta quindi sul palco: “confrontarmi con voi è stimolante e mi consente di analizzare in maniera critica quel che stiamo facendo” esordisce il premier. Subito viene toccato l’argomento delle nuove e vecchie alleanze di governo: “Non ho mai frequentato il Partito Democratico, non sono mai stato a degli eventi del Pd. […] I Cinque Stelle sono nati come partito anti-sistema, ma andare al governo significa affrontare una nuova prospettiva. All’opposizione si può criticare, sì ma poi quando si va al governo bisogna costruire. Con il Pd ci stiamo anche ‘conoscendo’”.

Italia non deve isolarsi, ma farsi rispettare

Anche su tematiche di scontro, come quelle relative alla gestione dei flussi migratori e dei rapporti con l’Europa, Conte ha mostrato almeno nelle intenzioni di non voler restare sordo di fronte alle idee dell’opposizione: “All’estero come molta disponibilità a venire incontro alle esigenze dell’Italia. Hanno la consapevolezza che un paese fondatore deve dare un contributo, anche critico. Di recente, ad esempio, ho bloccato i lavori del consiglio europeo sull’unione bancaria perchè non ero d’accordo su alcuni punti. Conoscono la mia fermezza. Rispettano me, ma rispettano soprattutto il mio Paese”.
Alla domanda di Bruno Vespa sulla ripartizione dei migranti e la lotta ai trafficanti di vite umane, il premier ha poi risposto: “È stato un argomento molto battuto da parte mia con il presidente Macron. Su questo sarò testardo fino alla fine è non darò tregua al presidente Macron. La Germania su questo ha dato molte più aperture rispetto alla Francia. C’è stata una svolta assoluta nell’incontro tra i ministri degli interni. Dobbiamo avere un meccanismo automatico europeo che si attivi subito. Tutti i 28 devono partecipare alla ripartizione. Se noi consentissimo a qualcuno di sfilarsi, allora non sarebbe più Europa. Noi dobbiamo contrastare i traffici illeciti che ci sono dietro l’immigrazione. Per questo voglio ringraziare i nostri apparati. Però dobbiamo uscire dalla logica porti aperti-porti chiusi. Voglio fare un esempio: i singoli barchini sono un problema molto più difficile delle ONG, che non arrivano nei posti ma nei tratti di costa che non sono sorvegliati. A Orban vorrei dire: ‘parli bene tu, che hai un confine terrestre’. Comunque il 23 ci sarà un vertice molto importante”.

Anche sulla questione ambientale Conte ha mostrato di voler agire con tutti i mezzi a disposizione, aprendo anche alla possibilità di tassare il trasporto aereo, le bevande gassate e le merendine allo scopo di raccogliere i fondi necessari. Un passaggio è stato poi dedicato a Matteo Renzi, a cui il premier ha rivolto un rimprovero per non aver avvisato con maggior anticipo delle sue intenzioni, in modo da poter ascoltare per tempo anche le proposte e le richieste della forza politica nascente.