Tutto blindato fino a Pasqua, ma dopo l’emergenza Coronavirus cosa succederà? Il Comitato tecnico scientifico che consiglia il Governo sta vagliando diverse ipotesi
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Tutto blindato fino a Pasqua, ma dopo l’emergenza Coronavirus cosa succederà? Il Comitato tecnico scientifico che consiglia il Governo sta studiando diverse soluzioni

I dati positivi, degli ultimi giorni, sul calo degli infetti da Coronavirus fa ben sperare. Restano altissime, comunque, le misure restrittive adottate per limitare la diffusione del contagio. Tutto bloccato almeno fino a Pasqua, dalla scuola alle imprese non strategiche. A riferirlo al Senato è stato lo stesso Ministro della salute Roberto Speranza. Tuttavia, dopo il 13 aprile, se curva dei contagi continua ad abbassarsi,  il Governo sta pensando ad una riapertura del comparto produttivo.

Misure dure ma necessarie

La chiusura forzata di quasi tutte le realtà produttive ha dato un brutto all’economia nazionale, gli economisti parlano al momento di un calo del PIL del 6% rispetto al 2019. Per questa ragione, lo stesso Conte ha tenuto a precisare che la chiusura delle attività produttive è stata una misura necessaria ma durissima sotto l’aspetto economico e che non potrà durare a lungo. Per questo motivo al vaglio del Comitato tecnico scientifico sta valutando quale percorso seguire non appena si registrerà una diminuzione significativa dei contagi.

Come si procederà?

Attività produttive in primis. Sicuramente, a ripartire per prime saranno tutte le aziende in grado di garantire tutte le misure di sicurezza necessarie ad evitare il contagio. Un discorso a parte, va fatto per le Scuole ed università, in questi casi la chiusura molto probabilmente arriverà fino ai primi di maggio. A tal proposito, il ministro dell’istruzione Azzolina in merito alla chiusura dell’anno scolastico ha ipotizzato la promozione per tutti, anche con debiti. Invece per quel che concerne gli esami di terza media e la maturità tra le proposte sul tavolo del ministero c’è anche la possibilità di un esame semplificato da svolgersi semplicemente con un maxi colloquio.

Distanziamento sociale

È legittimo ipotizzare che finché non si troverà un vaccino sarà opportuno limitare anche le interazioni sociali. Per evitare una seconda onda di contagi si dovranno astenersi dal frequentare luoghi affollati ed assembramenti. Inoltre, probabilmente le mascherine e disinfettanti per le mani entreranno a far parte degli oggetti quotidiani.

Il modello israeliano

Uno studio israeliano, invece, ha ipotizzato un rientro a lavoro scaglionato in base all’età. I primi a riprendere le attività quotidiane saranno le fasce più forti come i più giovani e poi eliminare le misure restrittive anche per gli altri.

I dati sulla mortalità, fin qui acquisiti evidenziano che sotto i 50 anni il rischio è basso il rischio è dello 0,2% per poi salire con l’aumento dell’età si parla del 35% nei pazienti dai 70 ai 79 anni.

Patente immunità contro il Coronavirus

In questo momento, per capire qual è stata la portata dell’infezione da Coronavirus in Italia, manca un dato fondamentale: quello dei portatori asintomatici. Gli studiosi ipotizzano che un gran numero di italiani abbiano, in realtà, già contratto il COVID-19 e che semplicemente non abbiano sviluppato i sintomi o abbiano avuto sintomi simili all’influenza stagionale. La proposta di alcuni epidemiologi è quella di estendere i test inizialmente a quella parte di popolazione che necessità di riprendere la proprio attività ed in secondo momento anche al resto della popolazione. Tali test verificherebbero l’esistenza o meno di anticorpi al Coronavirus, da qui nasce anche la proposta di una “patente di immunità” che permetta a chi non sia più contagioso e abbia gli anticorpi necessari di riprendere il proprio lavoro.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.