Coronavirus
Un nuovo decreto, in Italia, per contrastare il contagio da Coronavirus (fonte L'amico del popolo)
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A contrastare l’emergenza sanitaria nel Paese legata alla diffusione del Coronavirus intervengono le misure di sicurezza sancite ieri sera da un nuovo Dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri)

L’annuncio di questo nuovo decreto, finalizzato ad arginare il contagio del Coronavirus Covid-19, è stato dato nella serata di ieri, mercoledì 11 marzo, dallo stesso premier Giuseppe Conte. Ad essere interessati particolarmente dalle nuove direttive i settori della ristorazione e dei servizi per la cura della persona.

Coronavirus: il governo introduce nuove restrizioni

“Al primo posto c’è la salute degli italiani”. In questa frase pronunciata ieri sera dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si coglie il senso delle nuove misure restrittive introdotte con il Dpcm 11 marzo 2020. Per frenare il dilagare del Coronavirus nel Paese occorrerà fermare del tutto, a partire da oggi e sino al prossimo 25 marzo, alcuni servizi ed attività.

E’ stato lo stesso premier Giuseppe Conte ad annunciare l’emanazione di un nuovo provvedimento anti-Coronavirus (fonte The Italian Times)

Stop al commercio al dettaglio (con dovute eccezioni)

Lo stop previsto dal Dpcm 11 marzo 2020 riguarda in primis tutte le attività di commercio al dettaglio. In questa categoria, tuttavia, si indicano divere eccezioni, legate al carattere di “prima necessità”: supermercati e discount di alimentari; attività di vendita di elettrodomestici e relativi componenti; ferramenta e rivenditori di articoli igienico-sanitari.

Resteranno, inoltre, regolarmente aperte su tutto il territorio nazionale le farmacie, le parafarmacie, le edicole ed i tabaccai. In tutti questi esercizi elencati varrà sempre la regola del distanziamento di almeno 1 metro tra le persone presenti.

Chiusura per ristoranti e parrucchieri

Ad essere particolarmente colpito è purtroppo il settore della ristorazione. Trattorie, rosticcerie, pizzerie e bar dovranno osservare la chiusura al pubblico per l’intero arco della giornata. Queste attività potranno comunque effettuare servizi di consegna dei loro prodotti a domicilio.

Soltanto gli esercizi di ristorazione presenti in aree di rifornimento carburante così come nelle stazioni ferroviarie ed aeroportuali potranno svolgere la loro attività di somministrazione e vendita. Regola fondamentale sarà sempre il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro.

In virtù del nuovo Dpcm, invece, tutto il settore dei servizi legati alla cura della persona (parrucchieri, estetisti, ecc) non potrà operare sino al prossimo 25 marzo.

Potranno proseguire nel loro quotidiano lavoro, pur rispettando rigorosamente le norme igienico-sanitarie, i dipendenti del settore bancario, finanziario ed assicurativo, insieme agli operatori degli ambiti agricolo, agro-alimentare e zootecnico e delle relative filiere.

Eventuali riduzioni nei trasporti

Il Dpcm 11 marzo 2020 affida la gestione del trasporto pubblico locale alle decisioni dei singoli Governatori Regionali. Questi ultimi, infatti, potranno optare, a seconda delle situazioni, per un’eventuale riduzione del servizio finalizzata all’intensificazione degli interventi di sanificazione.

Nell’ambito dei trasporti automobilistici interregionali, aerei, marittimi e ferroviari su scala nazionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti potrà sancire limitazioni e soppressioni. Il tutto però dovrà avvenire assicurando sempre all’utenza l’erogazione dei servizi essenziali.

Le norme da seguire nelle aziende pubbliche e private

Per quanto concerne la Pubblica Amministrazione e le aziende del settore privato, i lavoratori, laddove consentito, potranno operare secondo la formula dello smart working (cioè da casa o a distanza).

Infine, il nuovo Dpcm anti-Coronavirus incentiva, altresì, la concessione di ferie e congedi, raccomandando particolarmente l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (Dpi), la sanificazione dei locali frequentati e la limitazione degli spostamenti tra i siti aziendali e negli spazi comuni.

 

 

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.