Il Coronavirus ha bloccato il lavoro di migliaia di volontari che da anni si occupano di tutti quegli animali che si trovano in difficoltà
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Il Coronavirus ha bloccato, per ben due mesi, il lavoro di migliaia di volontari che da anni si occupano di tutti quegli animali che si trovano in difficoltà

Cosa è accaduto nella prima fase dell’emergenza Coronavirus

Durante la fase uno della pandemia da Covid-19 l’adozione di animali di affezione in molti casi è stata sospesa, colpa anche di una legislazione poco chiara in merito. Se in generale, infatti, non sussisteva un divieto espresso del Ministero della Salute all’acquisto o all’adozione di cani e gatti da canili e rifugi del proprio comune, queste attività sono state comunque sospese in alcune regioni da correttivi messi appunto dalle singole aziende sanitarie locali. Per quel che concerne, invece, le adozioni fuori comune in questo caso sussisteva un espresso divieto alle adozioni, in quanto non sussisteva il presupposto della “assoluta urgenza” richiesta per giustificare questo genere di spostamenti. Questo ha portato in molti casi al collasso dei rifugi e dei canili.

Anche gli allevatori hanno risentito del blocco imposto nella fase uno, ed in alcuni casi si è rischiato il sovraffollamento. I cuccioli nati e già prenotati non hanno potuto raggiungere i nuovi proprietari a causa delle misure imposte durante l’emergenza sanitaria.

Cosa ci si aspetta dalla fase due?

Durante questa seconda fase ci si aspetta una ripartenza di tutto il mondo produttivo e in generale anche di quello dei servizi. In merito alla ripresa delle adozioni, il DPCM entrato in vigore dal 4 maggio è chiaro. Leggendo l’allegato numero tre, nel 94esimo macrogruppo, vengono contemplate “ATTIVITA’ DI ORGANIZZAZIONI ASSOCIATIVE”, nel quale rientrerebbero, a loro volta, le attività di organizzazioni per la promozione e la difesa degli animali e dell’ambiente (codice Ateco 94.99.60). Pertanto è logico dedurre che nella fase due sarà possibile per le associazioni di volontariato riprendere tutte le pratiche di adozione fino ad oggi sospese. Restano, però da rispettare le misure di prevenzione e contrasto alla diffusione del Coronavirus, quali ad esempio il rispetto del distanziamo sociale ed il rispetto di tutte le dovute cautele nel trasporto degli animali da far adottare.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.