Si è conclusa la lettura dell’informativa di Conte al Senato. Scopriamo le novità dell'ultimo decreto contro il Coronavirus
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Si è conclusa, in mattinata, la lettura dell’informativa di Conte al Senato. Scopriamo insieme quali sono le novità che riguardano l’emergenza Coronavirus

Il Presidente del Consiglio, in mattinata, ha informato il Senato sull’operato del Governo in merito all’emergenza Coronavirus. Nel complesso l’informativa di oggi riprede quello che era già stato riportato dal Premier nella serata di ieri alla Camera ma ci sono alcune importanti novità.

Innanzitutto, un apprezzamento alle opposizioni per lo spirito di collaborazione che ha contrassegnato lo scenario politico durante questa emergenza sanitaria. Tra le novità più importati c’è la rassicurazione che il Governo è pronto ad emanare ad aprile un nuovo decreto a sostegno delle imprese e delle famiglie in difficoltà. Conte ha previsto una manovra di almeno 25 miliardi di euro a sostegno dell’intero sistema economico.

Quali sono le novità previste dal decreto del 25 marzo?

Il decreto contiene le nuove misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Coronavirus, per contrastare il diffondersi del contagio prevede una serie di misure adottabili, a seconda delle necessità, sia su tutto il territorio nazionale o solo su parte di esso. La durata delle misure non può essere superiore a 30 giorni ma possono essere prorogate di volta in volta fino al 31 luglio 2020. Considerate le forti limitazioni derivanti dall’applicazione di tali misure, le stesse dovranno essere sempre commisurate al rischio epidemiologico effettivamente presente tenendo conto dei principi di  adeguatezza e proporzionalità.

Inasprimento delle sanzioni

Per le persone sottoposte a quarantena che violino intenzionalmente le misure di prevenzione adottate in base al suindicato decreto è prevista la pena della reclusione da 1 a 5 anni.

Aumentano anche sanzioni amministrative, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con una multa che va da 400,00 a 3000 euro, e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650  del  codice  penale  o  da  ogni  altra  disposizione  di  legge attributiva di poteri per ragioni di sanità. Se  il  mancato  rispetto  delle  predette  misure  avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate  fino  a un terzo.

Per quel che concerne i pubblici esercizi, attività produttive o commerciali in caso di violazione si applica la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da un minimo di 5 ad un massimo di 30 giorni. In caso di reiterata violazione della stessa disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

Quali sono le misure in concreto per contrastare il Coronavirus?

Il decreto legge n. 19 del 25 marzo 2020 recanti “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19” prevede:

  1. Divieto di allontanamento dalla propria abitazione per tutti soggetti sottoposti a quarantena e limitazione della circolazione delle persone in generale;
  2. Sospensione dell’attività, la limitazione dell’ingresso o la chiusura di strutture e spazi aperti al pubblico quali luoghi destinati al culto, musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, impianti sportivi, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, parchi, aree gioco, strade urbane;
  3. Limitazione, la sospensione o il divieto di svolgere attività ludiche, ricreative, sportive e motorie all’aperto o in luoghi aperti al pubblico, riunioni, assembramenti, congressi, manifestazioni, iniziative o eventi di qualsiasi natura;
  4. Sospensione delle cerimonie civili e religiose e la limitazione o la sospensione di eventi e competizioni sportive;
  5. Possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale;
  6. Sospensione o la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni di formazione superiore;
  7. Limitazione o la sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  8. Limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di e di quelle di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone;
  9. Limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo;
  10. Possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente;
  11. Obbligo che le attività consentite si svolgano previa assunzione di misure idonee a evitare assembramenti di persone, di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.

Queste innanzi elencante sono solo alcune delle misure adottate è possibile consultare l’elenco completo cliccando qui.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.