Coronavirus
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Tra speranze e contesti caotici. Il momento clou è arrivato realmente?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dirama una notizia circa l’accelerazione della pandemia, intanto in Italia per il secondo giorno la situazione, seppure ancora gravissima, denota un barlume di speranza per il miglioramento.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha dato il benestare alla sperimentazione dell’Avigon, farmaco giapponese antivirale.

Non ci sono ancora prove che possa funzionare, ma è evidente che ogni segnalazione, proveniente dal mondo scientifico, deve essere presa in considerazione.

Al di là di ogni polemica, come è accaduto per il “Tocilizumab”, utilizzato dal Dottor Ascierto, con incoraggianti riscontri.

E’ evidente che non sono tempi di diatribe sterili, ma è altrettanto indiscutibile  che l’esperienza italiana abbia assunto i connotati di “pilota”, nella guerra contro il coronavirus.

Ascoltando il bollettino giornaliero della Protezione Civile e, quindi, guardando i dati diffusi dal Viminale ci si rende conto che i verbali elevati, per violazione alle disposizioni sulla sicurezza, sono di gran lunga superiori al numero di contagiati. Quasi il doppio.

Mancata comprensione e  scarsa comunicatività dei vertici

E’ evidente che in tanti non hanno compreso l’estrema emergenza sanitaria e come – con il loro comportamento dissennato – mettano a repentaglio la salute di tutti.

L’articolo 32 della Costituzione Italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”.

E’ pacifico che qualcosa non abbia funzionato per il verso giusto; la classe politica presa in contropiede e quella dirigenziale con qualche, fatale, momento di debolezza.

Una sfilza di provvedimenti a “cucchiaino” del “fulcro centrale”, forse per non far spaventare troppo la Comunità, hanno determinato una serie di contrasti con gli organi Regionali e Comunali. Decreti, ordinanze e atti individuali non hanno, certamente, supportato un’informazione dirimente e precisa; e come se non bastasse è stato diramato, da poche ore, il terzo modello di autocertificazione in un lasso di tempo brevissimo.

Esigenza di chiarezza

Forse sarebbe stato necessario – con una più assennata cognizione della situazione, di un atto “collegiale”, di un provvedimento “plenario”.

Adesso siamo anche davanti all’incognita di riavviare il dibattito parlamentare; è recente il “sommesso” invito rivolto al Presidente del Consiglio, affinché ascoltasse le opposizioni.

D’altra parte, in un simile frangente, non si dovrebbe neppure tenere in considerazione la possibilità di un uomo solo al comando, ma sarebbe indifferibile una condivisione – anche a livello comunicativo – di tutte le aree politiche.

Che senso ha “uscire” in diretta Facebook “all’ultima ora”, per proferire un qualcosa che nulla avrebbe mutato, se espresso al mattino?

Anzi, ben oltre il mattino successivo dal momento che le “carte” sono uscite molto tempo dopo. Parlare con il conforto di un provvedimento già “confezionato è sicuramente più di impatto, rispetto ad una raffazzonato discorso cui, con molta franchezza, non è che si intendesse molto  oltre ad un generale riferimento alle restrizioni.

L’urgenza di misure straordinarie

Restrizioni, inoltre, che denotano una qualche incertezza generando ulteriore confusione. Interruzione dei giochi del lotto e del super-enalotto, dispone tra l’altro, il provvedimento; tuttavia, allo stato dell’arte attuale, il gioco del lotto ogni 5 minuti ed il millionday restano in essere. Materiale per il compianto Dario Fo che, credo, ne avrebbe tratto giovamento per una nuova edizione del “Mistero buffo”. Anche nell’eventuale nuova stesura, il poliedrico drammaturgo lombardo. ne avrebbe tratto spunto per una presa di coscienza.

“Seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggiando il potere avrebbe restituito la dignità agli oppressi”; non credo il discorso sia in questi termini; almeno per quello che concerne l’attuale stato dell’arte.

L’idea propositiva: il riscontro (involontario)

Resta, tuttavia, il fatto che si stanno per insediare – nella giornata odierna 24 marzo –  otto tavoli di lavoro; ciascuno con prerogative di diritto, di tecnologia, di competenze scientifiche e di esperienze emergenziali.

Abbiamo, senza alcuna presunzione di inutile “primogenitura”, la prova che tale idea propositiva era stata auspicata – seppure sotto altra forma –  da questa testata (cfr https://www.psbprivacyesicurezza.it/appello-al-presidente-della-repubblica/ ) lo scorso 20 marzo.

Si poteva fare anche prima, ma abbiamo utilizzato molto tempo a “battagliare” senza riflettere, forse, che utilizzare l’Esercito non significava militarizzare le Città, ma fare in maniera che – con la peculiare guida delle Forze dell’Ordine – fosse una risorsa per la sicurezza del Paese intero.

La speranza, a questo punto, è che il maledetto virus non “sfondi” al Sud; abbiamo un grande vulnus: la carenza organizzativa.

A parità di risorse non riusciamo ad essere efficienti, a causa della scarsa propensione alla capacità di pianificazione.

Per fortuna ci sono menti in grado di sopperire;  la prova nell’attuale strutturazione sanitaria e in saggi conoscitori del Territorio; a livello economico e strategico.