Da Milano sorge la speranza di una cura per il Coronaviru
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L’Italia sta vivendo, a causa del Coronavirus, momenti altalenanti. Dall’ospedale milanese Sacco sorge una speranza di cura

Il nostro Paese sta vivendo quello che, molto probabilmente, sarà ricordato in futuro come uno dei momenti più tragici degli ultimi anni. Il nuovo Coronavirus, il SARS-CoV-2, ha colpito pesantemente lo Stivale causando paura, morti e danni economici e di immagine per le quali ci vorrà molto tempo per risanarli.

Eppure, anche in situazioni così gravi, la nota capacità degli italiani nel reagire si sta facendo strada. Una ricerca di un ospedale milanese lo dimostra molto bene.

L’Ospedale Luigi Sacco isola il ceppo italiano del Coronavirus

Alcune ore fa, l’ANSA (Agenzia Nazionale Stampa Associata) ha annunciato che i ricercatori dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano sono riusciti ad isolare il ceppo italiano di questo terribile virus.

Il team di ricerca è stato coordinato dalla Professoressa Associata Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche “L. Sacco”, Claudia Balotta.

Ad illustrare l’importante scoperta è stato il Direttore del Dipartimento, il Professor Massimo Galli. Quest’ultimo ha voluto rendere merito alla squadra di ricerca che ha lavorato incessantemente dalla scorsa domenica.

L’equipe di ricercatori

I ricercatori che fanno parte del gruppo che ha ottenuto questo incredibile risultato sono pochi. Ne fanno parte: il Professor Gianguglielmo Zehender e i ricercatori Maciej Tarkowski (dalla Polonia), Arianna Gabrieli, Alessia Loi e Annalisa Bergna.

L’importanza di questa scoperta

Cosa è successo esattamente? I dottori sono riusciti ad isolare, da quattro pazienti di Codogno (Provincia di Lodi), dei virus autoctoni, “molto simili tra loro ma con le differenze legate allo sviluppo in ogni singolo paziente”.

L’importanza di questa scoperta consiste nel riuscire, finalmente, a seguire le sequenze molecolari, riuscendo così a tracciare ogni singolo virus così da comprendere cosa è realmente sia successo, in quanto tempo è riuscito a diffondersi e come ha fatto a circolare.

Da questo punto sarà possibile studiare lo sviluppo di anticorpi ad hoc, grazie ai quali si potranno ricavare gli adeguati vaccini.

Dopo la scoperta avvenuta in Texas, la ricerca prosegue in Italia. La vittoria non è ancora giunta ma ci stiamo avvicinando.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.