Coronavirus, urgono medici, infermieri e OSS
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La diffusione del Coronavirus si sta diffondendo ma c’è una grave carenza di personale medico. Servono medici, infermieri e OSS

L’Italia, in questi giorni e in queste ore, si sta scoprendo fragile. Il Covid-19 si sta diffondendo su tutto il territorio nazionale ma il Sistema Sanitario sembra non reggere, soprattutto nelle Regioni epicentro del nuovo Coronavirus: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

Mancano medici, infermieri e OSS (Operatori Socio Sanitari). Le prime misure a riguardo sembrano promettere bene. Mancano, secondo dati sindacali, 46mila operatori, tra i quali troviamo 8mila medici.

Il nuovo decreto, il Coronavirus e il personale medico

Grazie al D.L. n. 9 del 2 marzo 2020 è possibile, come prima misura, la precettazione (momentanea) di medici e infermieri in pensione per far fronte all’emergenza delle tre regioni sopra citate.

In particolare, bisogna osservare l’articolo 23 nel quale è scritto: «verificata l’impossibilità di utilizzare personale già in servizio e di assumere personale, anche facendo ricorso agli idonei in graduatorie in vigore, possono conferire incarichi di lavoro autonomo anche a personale medico e a personale infermieristico, collocato in quiescenza, con durata non superiore ai sei mesi, e comunque entro il termine dello stato di emergenza».

Il problema concerne, prevalentemente, la medicina interna, la medicina d’urgenza e la rianimazione.

Fondi stanziati

Il Veneto ha già assunto 215 nuove unità per rinfoltire i ranghi del sistema sanitario locale e ne assumerà, a breve, altri. La Regione Lombardia ha assegnato dieci milioni di euro per acquistare attrezzature mediche e per assumere nuovo personale. L’Emilia-Romagna sembra che stia assumendo una politica simile.

Il giudizio del sindacato dei medici ospedalieri

L’ANAAO ASSOMED, il più importante sindacato dei medici ospedalieri, è entrato a gamba tesa su questa importante vicenda tramite un’intervista che il suo segretario, Carlo Palermo, ha concesso a Quotidiano Sanità.

Quest’ultimo ha sottolineato il fatto che il Milleproroghe permetterà di poter integrare nel Sistema Nazionale Sanitario circa 30mila specializzandi. Misura utile ma non decisiva visto che «in Italia per fare un concorso ci vuole almeno un anno». Per superare quest’impasse è necessaria «immediatamente un Dpcm che preveda delle assunzioni a tempo determinato, rinnovabili, con bandi che abbiano una scadenza breve di massimo 7-10 giorni».

Speriamo solo che queste assunzioni avvengano il prima possibile, con personale medico altamente qualificato.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.