Coronavirus, polemica a Napoli: specializzandi rifiutano impiego
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Quattro specializzandi decidono di non affiancare i loro colleghi nella lotta al coronavirus: la richiesta era di uno stipendio più alto

 

In questi giorni di battaglia quotidiana, di trincea nel tentativo di sconfiggere un nemico insidioso come il coronavirus l’apporto del personale medico e sanitario di tutta Italia è stato e ancora è, ovviamente, fondamentale.

La decisione, allo scopo di sfruttare fino all’ultima delle risorse a disposizione, è stata quella di affiancare ai medici già di ruolo degli specializzandi che potessero in qualche modo dare il loro contributo. Non tutti, però, sembrano disposti a dire incondizionatamente di sì all’idea di scendere in campo.

Coronavirus, gli specializzandi dicono no

 

Sono quattro gli specializzandi che hanno rifiutato l’offerta dell’Asl Napoli 1. In cinque erano, in realtà, quelli convocati: i quattro in questione sono stati i soli del gruppo a rispondere all’appello, presentando però stando alle notizie circolate una richiesta di compenso al rialzo rispetto a quella proposta loro.

Tanto a noi ci assumono le altre regioni e ci pagano quanto vogliamosarebbe la chiosa infelice con cui i quattro avrebbero posto la parola fine alla trattativa. La richiesta degli specializzandi sarebbe stata di 45 euro, mentre il compenso proposto sarebbe corrisposto alla differenza tra lo stipendio di un normale specializzando e quello degli altri medici di ruolo più anziani impegnati nella lotta al COVID-19.

Lo sdegno del direttore generale Verdoliva

 

A sollevare la questione e lo sdegno di molti è stata una lettera inviata al governatore Vincenzo De Luca dal direttore generale dell’Asl Napoli 1 Ciro Verdoliva, che scrive: “Un comportamento vergognoso, sono amareggiato. […] Dei 5 nominativi trasmessi si sono presentati solo 4. Quest’azienda ha proposto la formalizzazione dell’assunzione immediata con decorrenza 21 marzo, garantendo un contratto di lavoro autonomo di durata semestrale con compenso pari alla differenza tra quanto percepito per l’attività di specializzazione e il trattamento economico formalmente previsto dal vigente contratto nazionale dell’area sanità per dirigente medico di analogo profilo”.

 

Verdoliva poi continua: “I 4 specializzandi non hanno accettato l’incarico evidenziando che il trattamento economico riconosciuto è inferiore alla loro aspettativa che è quella di essere pagati per ogni singola ora di lavoro. Sono molto amareggiato e dispiaciuto che in un momento difficile per il nostro Paese tali lavoratori – che rappresentano con la loro professionalità una categoria indispensabile a vincere la guerra contro il COVID-19 – anziché correre alle armi pongono una questione economica al rialzo rispetto all’offerta adeguata a quanto percepiscono i dirigenti anestesisti già in servizio da noi, e respinta affermando che “tanto a noi ci assumono le altre regioni e ci pagano quanto vogliamo”. Rimetto a voi ogni valutazione consequenziale oltre alla commiserazione per tale vile e vergognoso comportamento di tali professionisti che dovrebbero rappresentare il futuro del nostro Paese”.

 

La questione, ovviamente, difficilmente si chiuderà qui: per ora, comunque, nessuna replica è giunta dagli specializzandi in questione.