Coronavirus, rinviate al 2021 le Olimpiadi di Tokyo 2020
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Il Giappone ha preso la decisione più giusta ed inevitabile: le Olimpiadi di Tokyo di quest’estate sono rinviate al 2021 causa coronavirus

 

L’epidemia da coronavirus ha imposto delle riflessioni inevitabili al mondo dello sport: abbiamo già visto, oltre che i disagi a cui sono andati incontro i campionati calcistici nazionali e relative competizioni europee, come si sia ritenuto necessario rinviare al 2021 gli Europei previsti per quest’estate.

Europei che, nel corso della bella stagione, avrebbero fatto coppia con le attesissime Olimpiadi di Tokyo, anch’esse ovviamente tra gli argomenti più discussi delle ultime settimane fino alla decisione presa solo alcuni minuti fa.

Olimpiadi rinviate causa coronavirus

 

La conclusione è dunque quella più logica e, a questo punto, inevitabile: le Olimpiadi di Tokyo non si terranno più la prossima estate, bensì durante quella del 2021 insieme, appunto, ai già citati Europei di calcio.

La proposta sarebbe partita proprio dal premier giapponese Shinzo Abe e, secondo quanto dichiarato da Abe stesso, sarebbe stata accettata di buon grado dal presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Thomas Bach.

Troppe le variabili rischiose da tenere in considerazione per far disputare le Olimpiadi durante la prossima estate, a partire dalle ovvie preoccupazioni di natura sanitaria (impossibile avere la certezza che a luglio tutti i Paesi coinvolti siano completamente liberi dall’epidemia da coronavirus) per finire con quelle di matrice puramente atletica e relative alla preparazione degli atleti, inevitabilmente sballata a causa delle precauzioni prese nel corso di queste ultime settimane.

Il comunicato ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale

 

<<Il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Thomas Bach, e il Primo Ministro del Giappone, Abe Shinzo, hanno tenuto questa mattina una conference call per discutere del continuo cambiamento dell’ambiente in relazione al COVID-19 e ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Il Presidente Bach e il Primo Ministro Abe hanno espresso la loro comune preoccupazione per la pandemia mondiale COVID-19, e per quello che sta facendo alla vita delle persone e per l’impatto significativo che sta avendo sui preparativi degli atleti mondiali per i Giochi. In un incontro molto amichevole e costruttivo, i due leader hanno elogiato il lavoro del Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 e hanno preso atto dei grandi progressi compiuti in Giappone nella lotta contro la COVID-19. La diffusione senza precedenti e imprevedibile dell’epidemia ha visto la situazione nel resto del mondo peggiorare. Ieri il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità , Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che la pandemia COVID-19 sta “accelerando”. Ci sono più di 375.000 casi registrati in tutto il mondo e in quasi tutti i Paesi, e il loro numero cresce di ora in ora. Nelle attuali circostanze e sulla base delle informazioni fornite oggi dall’Oms, il Presidente del CIO e il Primo Ministro del Giappone hanno concluso che i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo devono essere riprogrammati in una data successiva al 2020 ma non oltre l’estate 2021, per salvaguardare la salute degli atleti, di tutti coloro che sono coinvolti nei Giochi Olimpici e della comunità internazionale. I leader hanno convenuto che i Giochi Olimpici di Tokyo potrebbero essere un faro di speranza per il mondo in questi tempi difficili e che la fiamma olimpica potrebbe diventare la luce alla fine del tunnel in cui il mondo si trova attualmente. Pertanto, si è convenuto che la fiamma olimpica rimarrà in Giappone. Si è anche concordato che i Giochi manterranno il nome di Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020>> si legge nel comunicato ufficiale rilasciato dal Comitato Olimpico Internazionale.

Anche le Olimpiadi, dunque, cedono il passo ad una crisi che sta sconvolgendo in maniera sempre più profonda le nostre abitudini e la nostra società, nella speranza che l’evento possa svolgersi il prossimo anno in un’atmosfera ancora più festosa del solito.