La Casa di Mela
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Anche se il numero dei contagi in Campania, soprattutto negli ultimi giorni è in forte ribasso, in tutte le province si sono registrati casi di Coronavirus nelle Rsa presenti nella regione.     

Proseguono i controlli nelle Rsa della Campania, che ospitano in totale oltre 2.000 persone, per accertare e isolare i casi di positività al Coronavirus. A Napoli la situazione più critica riguarda “La Casa di Mela”, nel cuore del quartiere Fuorigrotta, dove l’allarme era scattato già una settimana fa dopo il decesso di una paziente 91enne per crisi respiratoria risultata poi positiva al Coronavirus.

In totale si sono registrati tre decessi e una trentina di contagiati. Secondo le informazioni apprese i risultati dei test sono arrivati a seguito dei tamponi svolti sugli ospiti della struttura, durante i controlli degli operatori sanitari.

Per fermare il focolaio la casa di cura è stata evacuata e i pazienti risultati positivi sono stati  trasferiti in strutture ospedaliere, quelli con sintomi gravi al “Loreto Mare”, l’ospedale interamente dedicato al Covid-19, quelli con sintomi leggeri insieme ai negativi saranno spostati in strutture Rsa specializzate.

Tutto il personale sanitario che lavora nella Rsa è stato sottoposto al test per verificare se abbia contratto il virus e dovrà seguire il protocollo sanitario come da direttiva dell’Asl Napoli 1.

Padre Annibale di Francia

La Rsa “Padre Annibale di Francia” che si trova nel quartiere Colli Aminei è la seconda casa di cura per anziani in città, dove sono 7 le persone risultate positive.

Allarme anche in Provincia di Napoli

In provincia, l’Asl Napoli 3 Sud ha disposto un’ispezione in 10 Rsa. In sette strutture, di cui cinque per anziani e due per disabili, sono stati eseguiti test rapidi su 350 ospiti e 300 operatori. I controlli effettuati hanno dato esito negativo tranne che in cinque casi, tre ospiti e due operatori, che sono stati posti in isolamento e sottoposti a tampone.

Desta particolare preoccupazione la situazione nella Rsa “Madonna dell’Arco” di Sant’Anastasia, che registra il maggior numero di decessi legati al Coronavirus, ben 9. Sono 35, tra ospiti e operatori, i casi positivi.

Anche nelle altre province ci sono strutture monitorate

Nel Salernitano, a Sala Consilina, nella Rsa “Fondazione Juventus” i decessi sono 3 e i casi positivi sono 32. Nel centro di riabilitazione “Minerva” di Ariano Irpino (Avellino), comune in “zona rossa” dal 15 marzo,  sono una trentina i casi positivi, 10 i morti tra i pazienti.

A “Villa Margherita”, casa di cura privata a Benevento, nei giorni scorsi ci sono stati 2 morti, mentre altri 5 hanno perso la vita dopo il trasferimento in ospedale. Sono una circa ottantina, invece, le persone positive al tampone tra ospiti e personale sanitario.

Il bollettino purtroppo si aggiorna di continuo. “La strage dei nonni” continua mietere vittime

L’ISS, ha reso pubblico, in questi giorni, il terzo rapporto sul contagio da Covid-19 nelle strutture residenziali e sociosanitarie in Italia: in tutto 6.773 decessi, il 40% riconducibili al Coronavirus.

Sono numeri enormi, rispetto al numero totale dei decessi registrati fin qui in Italia e mancano i dati delle case di riposo dove spesso i medici non arrivano e il cui elenco sfugge perfino ai Comuni che devo dare le autorizzazioni. Per non parlare del sommerso.