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Il denaro virtuale (Bitcoin) secondo la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) deve essere equiparato ad una materia prima, pertanto ad essa verranno applicate le medesime regole.

La Corte distrettuale di Brooklyn ha dato ragione alla CFTC, organo di sorveglianza delle materia prime, rispetto alla possibilità di perseguire il finanziere newyorkese Patrick Mc Donnell e la sua compagnia Coin Drop Markets. La società di Patrick Mc Donnell, secondo la CFTC, offriva falsi servizi di consulenza sul trading delle criptovalute e pertanto è stato accusato di frode; inoltre la sua società di consulenza operava senza la necessaria licenza rilasciata dalla CFTC. Invero, sin dal 2015 la Commodity Futures Trading Commission equipara i Bitcoin a una commodities cioè ad una “materia prima”, e il Giudice distrettuale Weinstein condivide tale tesi.

Le implicazioni di questa sentenza sono abbastanza chiare: se i Bitcoin sono una “materia prima” allora è fondato ritenere che la CFTC sia l’organo incaricato di supervisionare tutti gli scambi che avvengano attraverso l’utilizzo di moneta elettronica. Ne consegue, pertanto, che le società che vogliano operare sulle piattaforme di trading sui Bitcoin necessitino di una licenza rilasciata dall’Agenzia e che soggiacciano alle regole e alle eventuali sanzioni (in caso di irregolarità) emanate dalla stessa. Da ultimo, l’equiparazione dei Bitcoin alle commodities rende applicabile agli stessi la relativa legislazione finanziaria con la conseguente possibilità di applicare una tassazione sugli eventuali profitti derivati dal loro utilizzo.

Tuttavia, è opinione comune che le manovre speculative, probabilmente poco corrette, effettuate dalla società di Patrick Donnell sono derivate dalla mancanza di una disciplina certa in materia di Bitcoin e criptovalute. Gli operatori del settore auspicano al più presto un intervento del legislatore in questo settore.

Di certo la sentenza in oggetto rappresenta un punto di svolta, in America infatti le sentenze fanno giurisprudenza è pertanto molto probabile che a seguito della stessa molti giudici si esprimano uniformemente materia.

Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.