Cosa cambia nel consenso informato ai tempi del GDPR
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Cosa davvero c’è da capire nel passaggio al GDPR e quali riflessi ha sul consenso espresso dall’interessato: davvero granulare e consapevole?

Pochi comprendono davvero cosa accade dopo aver “cliccato” sul tasto “Accetto” dei siti web. Cerchiamo di far luce sui risvolti di un gesto apparentemente così innocente e banale.

Effervescente o in bustine?

A leggere il termine granulare viene da pensare a qualche farmaco antiacido, eppure il GDPR ha introdotto il concetto di consenso informato granulare consapevole. Per evitare sgradite sorprese è opportuno capire effettivamente cosa significa tale termine.
Per districarsi tra le maglie della normativa è necessario definire il concetto di consenso. Tale termine è collegato all’informativa privacy, che dovrebbe garantire ciascun utente in merito all’utilizzo dei propri dati personali da parte di società commerciali che li intercettano e che successivamente divengono in pratica “proprietari” di dati in origine strettamente personali.

Rapporto tra informativa e consenso

L’informativa deve esprimere un consenso granulare. Se manca l’informativa non è possibile formare il consenso, in quanto la prima è un passaggio essenziale e imprescindibile. Occorre che il soggetto che presta il consenso sappia esattamente come vengono trattati i dati.
Il consenso granulare è però un concetto rarefatto, di cui sino ad ora si è parlato pochissimo.
Per definire il rapporto tra informativa e consenso esaminiamo le specifiche caratteristiche che devono essere presenti in tali categorie.
L’informativa deve essere completa, breve e comprensibile.
Il Consenso deve essere inequivocabile, specifico, libero ed informato.
In particolare, le caratteristiche del consenso sono indicate nell’art. 4 paragrafo 11 del GDPR, che richiede che il consenso dell’interessato è “qualsiasi manifestazione di volontà libera, specifica, informata e inequivocabile dell’interessato, con la quale lo stesso manifesta il proprio assenso, mediante dichiarazione o azione positiva inequivocabile, che i dati personali che lo riguardano siano oggetto di trattamento”.

Consenso granulare

Definito come deve essere il consenso ed il suo rapporto con l’informativa, identifichiamo il significato di consenso granulare. In poche parole, questa locuzione indica che il consenso non deve essere globale ed indistinto, ma deve essere possibile accettare alcune caratteristiche e negarne altre. In precedenza con un unico click si accettava che i nostri dati fossero totalmente in balia del fornitore di servizi, ora è invece possibile fornire il consenso al trattamento solo per alcune categorie di dati o per alcune tipologie di trattamento. La granularità, quindi, si lega con la caratteristica del consenso definita con il termine specificità.

Specifico, granulare e consapevole

Da quanto scritto, il consenso è granulare quando è specifico, sia per quanto attiene al tipo di dati a cui consentiamo l’accesso, sia per le finalità specifiche del trattamento a cui acconsentiamo. Tale selettività nel consenso consente all’interessato di essere consapevole di quali sono le conseguenze della sua accettazione.

Codice Privacy e GDPR

L’entrata in vigore del GDPR ha rafforzato la capacità dell’interessato di contrapporsi allo strapotere dei fornitori di servizi che comunque obbligano ad accettare la richiesta di trattamento per fornire la prestazione, tuttavia questo aspetto praticamente coercitivo dovrà essere oggetto di ulteriori attività legislative di tutela maggiore.
In conclusione è comunque utile ricordare che il Codice Privacy, ovvero il Decreto Legislativo 196/2003, aggiornato dal Decreto Legislativo 101/2018 non sono stati abrogati e continuano ad avere effetto, seppur in congiunzione con l’ormai ubiquitario GDPR.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.