Costi troppo alti nel cloud computing? Aziende preoccupate

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Per un’azienda la scelta di affidarsi al servizio di cloud computing comporta di dover ponderare bene la decisione; è importante, infatti, valutare tutti quelli che sono i pro e i contro derivanti dal servizio e un aspetto molto delicato sembra essere anche quello relativo ai costi.

Le imprese, piccole medie o grandi che siano, cercano innanzitutto di capire l’impatto economico che il cloud computing avrà per il proprio bilancio.

Il rischio principale, che è quello che le aziende cercano di evitare (per questo un’analisi, precedente all’utilizzo del servizio cloud, è fondamentale), è il pagamento di canoni mensili e di abbonamenti troppo elevati che vanno addirittura a superare gli eventuali costi sostenuti dalle aziende legati alla scelta di utilizzare metodologie interne.

Il cloud computing, come è ormai risaputo, serve per l’archiviazione dei dati ed è riuscito, nel corso degli ultimi anni, ad abbattere lo scetticismo che aleggiava intorno a questo servizio; molte aziende, in passato, vedevano nel cloud un rischio per la sicurezza dei dati trattati mentre oggi sono consapevoli che spostarli, archiviarli e poterli recuperare in qualunque momento è assolutamente un vantaggio (nonché sicuro, se coadiuvato da un corretto piano di sicurezza).

Questo doppio binario (sicurezza dell’archiviazione da un lato e costi eccessivi dall’altro) è forse quello che sta mettendo maggiormente in crisi le aziende di tutto il mondo; se i responsabili IT (addetti alla gestione dei sistemi informatici delle varie organizzazioni all’interno delle quali essi operano) confermano la tesi sulla sicurezza del cloud computing e ne consigliano l’utilizzo per le archiviazioni dei dati, allo stesso tempo mettono in guardia da quei costi che potrebbero essere eccessivi per l’utilizzo che ne viene fatto (e soprattutto per quelli conseguenti ad eventuali incidenti di percorso che portano alla perdita dei dati).

Per cercare di risolvere la questione, o almeno capirci un po’ di più, è stata realizzata un’indagine statistica per chi fa uso di Amazon Web Service (sulla questione dell’archiviazione dei dati, il salvataggio e la loro salvaguardia) per valutare, quantitativamente parlando, le opinioni delle aziende e comprendere i motivi che spingono alla scelta del servizio cloud.

Secondo un’indagine di Druva il 59% teme spese eccessive nel tempo

L’indagine è stata condotta da Druva (azienda fondata nel 2008 e leader, a livello globale, nel Cloud Data Protection and Management) ed ha riscontrato che il servizio di cloud computing viene utilizzato, principalmente, dalle imprese per proteggere i dati dei propri utenti (scelta rappresentata da circa il 54% del campione).

Altri due dati interessanti, che sono molto simili tra loro, riguardano la fiducia; in altre parole quanto le aziende si affidano al cloud per archiviare i dati e quante, invece, preferiscono mantenere un eventuale ripristino in sede; il campione analizzato dice che il 72% ha scelto, definitivamente, la prima opzione (affidamento al servizio cloud) ma l’82% preferisce ancora ripristinare in sede.

Spostandosi sui costi, l’indagine conferma che le aziende, prima di passare all’utilizzo del cloud computing vogliono avere la certezza che ci sia un risparmio economico ed effettivamente questo avviene nella fase iniziale; pare, infatti, che nel corso del tempo l’avvalersi del servizio comporti una spesa sempre maggiore e questo fa desistere alcune imprese dall’affidarsi alla “nuvola”.

Tornando ai numeri statistici degli intervistati (sempre tra quelli che utilizzano Amazon Web Service), la maggioranza (circa il 59%) afferma che proprio i costi sono la prima variante presa in considerazione per il passaggio al servizio cloud (se questi si dimostrano un vantaggio economico), mentre la sicurezza è posta soltanto al terzo posto nella scelta preceduta, addirittura, dalla semplicità delle funzioni.

Lo stesso 59%, inoltre, si dichiara in apprensione per eventuali costi che possono schizzare in alto nel corso del tempo in relazione all’aumento dei dati trattati dalle aziende. A questa percentuale bisogna aggiungerne un’altra, pari al 62%, d’imprese estremamente preoccupate per altri costi aggiuntivi, dovuti alla partecipazione di più siti per la salvaguardia dei dati.

Uno dei problemi, secondo quanto affermato da Druva dopo l’indagine statistica, è che le aziende si trovano con una quantità eccessiva di dati (duplicati) e non riescono a ridurne il numero; per poterci riuscire servirebbe uno snellimento (dei dati appunto) che porterebbe le imprese a sostenere dei costi decisamente più bassi. Questa situazione, quindi, può essere vista come un ostacolo alla scelta del cloud computing perché più dati duplicati significa, come visto, avere costi più alti e le aziende non sono intenzionate a sostenere spese economiche troppo alte.

Tracciando una linea finale, quindi, si può dire che per le aziende di tutto il mondo la scelta del servizio cloud passa per quattro punti imprescindibili: scalabilità (uno dei vantaggi dei modelli IaaS e SaaS), mobilità, flessibilità (per quanto riguarda i dati degli utenti trattati) e costi limitati soltanto all’utilizzo effettivo del servizio, nel corso del tempo, e per i momenti di reale necessità.