Nelle ultime settimane, diversi pediatri hanno riscontrato una correlazione tra COVID-19 e una misteriosa malattia molto simile alla sindrome di Kawasaki
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Nelle ultime settimane, diversi pediatri hanno riscontrato una correlazione tra COVID-19 e una misteriosa malattia molto simile alla sindrome di Kawasaki

Dagli ultimi dati rilevati a livello globale, durane la pandemia si è registrato un forte incremento di casi di bambini colpiti da una malattia autoimmune che provoca un grave stato infiammatorio, molto simile a quello sviluppato dai piccoli colpiti dalla sindrome di Kawasaki. Gli incrementi sono stati registrati in quasi tutti i paesi colpiti dal COVID-19. Al momento si parla di casi in almeno 15 Stati americani ed in 5 europei, come ha poi rivelato anche il governatore di New York, Andrew Cuomo.

Cos’è la sindrome di Kawasaki?

La sindrome di Kawasaki è una malattia pediatrica che prende il nome dal suo scopritore, il dottor Tomisaku Kawasaki. Questa malattia provoca una vasculite sistemica, in altre parole un’infiammazione acuta dei vasi sanguigni che colpisce i lattanti e i bambini fino a 5 anni. É una patologia rara, dalle cause ancora sconosciute. Fino ad oggi, si sa soltanto che può derivare da molteplici fattori, tra i quali c’è la possibilità che un infezione potrebbe scatenare un’anomala risposta immunitaria dei più piccoli. Nei piccoli pazienti a cui è stata, negli ultimi giorni, diagnosticata questa sindrome infiammatoria e poi stato fatto anche il tampone per il COVID-19 ed in molti casi è risultato positivo.

Quali sono i sintomi da riconoscere?

I pediatri raccomandano di portare il bimbo in ospedale qualora si riscontrino i seguenti sintomi: febbre alta da almeno 5 giorni, eritema ed edema delle mani e dei piedi, rash cutaneo, ingrandimento delle ghiandole linfatiche, congiuntivite e alterazioni delle labbra e della mucosa orale. È importante chiarire che questa malattia è curabile ma è necessario intervenire al più presto. Il dottor Angelo Ravelli, primario di reumatologia all’ospedale pediatrico di Genova e docente all’università e responsabile del gruppo di reumatologia della Sip, in un’intervista al quotidiano Repubblica ha dichiarato: “Sappiamo che in questo periodo la paura del coronavirus sta tenendo molte persone lontane dagli ospedali. Ma è un errore grave. La mia raccomandazione è quella di non sottovalutare i sintomi spia….Senza un trattamento, nel 25% dei casi vediamo svilupparsi un’aneurisma”.

Il dramma del piccolo Alexander

Questa malattia anche se curabile può essere mortale, se non si interviene immediatamente. Purtroppo, questo è stato il destino capitato al piccolo Alexander Parsons, che a soli 8 mesi di vita è la vittima più giovane del Regno Unito della sindrome di Kawasaki collegata probabilmente all’infezione di Coronavirus. All’inizio i sintomi del piccolino sono stati confusi con quelli della parotite, solo successivamente si è capito che si trattava di Kawasaki.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.