Come stiamo affrontando Covid-19
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Se la (medesima) montagna partorisce il (solito) topolino. Come stiamo affrontando questa minaccia

Stiamo combattendo una dura sfida; una sfida contro una pandemia che vede concentrati in Europa un terzo dei casi mondiali.

Come stiamo affrontando Covid-19?

L’elemento che ci penalizza è, certamente, il fatto l’Italia ha una popolazione con più anziani di altri Paesi.

“In Italia due sono le circostanze che sono puntuali: la partita di calcio e i treni”, così si diceva tanto tempo addietro e non si poteva neppure pensare lontanamente che in un determinato giorno ad una ora esatta non ci fosse “la palla al centro”.

Solo avverse condizioni meteo potevano intralciare l’avvenimento. Il Nord era, segnatamente, la parte d’Italia più esposta causa la nebbia invernale.

Che la prova da affrontare sia difficile lo testimoniano, e sottolineano, il fermo allo sport in genere.

Campionato di calcio sospeso, Europei rinviati, Giro d’Italia in bilico, prossime Olimpiadi sotto la scure di qualcosa in più di ogni ragionevole dubbio di svolgimento. Tornei preolimpici soppressi.

L’Europa non è parsa particolarmente attenta all’incalzare dell’emergenza; forse ha dimenticato quanta influenza ha avuto, ed ha, l’Italia nell’evoluzione della Civiltà tutta.

Forse non ricorda, la stessa Europa, che il 70% del patrimonio artistico si trova qui.

Forse non hanno memoria, l’Europa ed il Mondo Intero, che l’America esiste perché un navigatore italiano l’ha scoperta; che se possono parlare a telefono lo devono ad un italiano e che se a sera possono “appicciare” la luce il merito è di un italiano.

E’ evidente che qualcosa non torna,  che oltre i nostri confini non hanno ancora realizzato come il  virus non conosca frontiere.

Una battaglia ad armi impari

E’, tuttavia, altrettanto evidente che, nel Paese più bello del mondo, abbiamo qualche vulnus; a livello di comunicazione, a quello di percezione e, finanche, sotto il profilo strettamente sinergico.

Probabilmente anche tra le stesse Istituzioni deve esistere qualche “interruzione” di linea; a volte pare che ciascuna – delle Istituzioni in argomento – vada per proprio conto.

Intanto l’intervento prodotto – evidentemente con parto assai complicato – dal Governo appare inadeguato alle reali esigenze. Economiche, emergenziali e sociali in relazione al tempo che siamo chiamati a fronteggiare.

Indennità previste per le partite IVA sullo stesso piano di un reddito di cittadinanza; discriminazione tra i professionisti; mancata percezione reale della stasi economica, ormai dilagante e sempre più preoccupante.

Al già complicato quadro si è aggiunta la Signora Lagarde che è stata “silenziata”, opportunamente, dal Presidente della Repubblica.

Provvedimenti da rafforzare e propositività auspicata

Lo slittamento di determinati adempimenti fiscali appaiono, in verità, assai poco significativi rispetto ad  un’utile, urgente, contributo di liquidità.

Senza “perifrasi”, l’impressione è che  con uno scudo d’acciaio ci accingiamo ad affrontare un futuro con testate nucleari dalla parte opposta.

L’auspicio è tutto per l’annunciata, ulteriore manovra di aprile; di “poderoso”, nell’attuale, mi sembra scorgere solo altra apprensione. In verità, ne abbiamo già a sufficienza e sentirsi ipotecare il “terreno sotto ai piedi” non è affatto una bella sensazione.

Credo che “a goccia a goccia si riempie un secchio” e, quindi, sarebbero efficaci misure a macchia di leopardo; nel senso che interventi in più settori potrebbero portare altri risultati.

Intanto, qui di seguito,  allego la email che ho osato inoltrare a “l’Aria che Tira”; precisamente alla conduttrice che ha predisposto – nella giornata di martedì 17 – un indirizzo ad hoc.

Reputo che ogni proposta possa trovare spazio, anche se dovesse essere ritenuta “irricevibile”, ma almeno non saremo restati, passivamente,  a guardare.

Mail a dilloamyrta@la7.it

Gentile Dottoressa,
a costo di apparire “qualunquista”, ma vorrei esprimere una considerazione che, certamente, non sarà solo la mia. Non ho la presunzione di possedere pozioni salvifiche, ma credo che un intervento sui giochi possa servire per un “minimo” sostegno. Sarà pure una goccia nel mare.
Immediato provvedimento atto a destinare l’attuale montepremi del superenalotto all’emergenza sanitaria e una ritenuta – alla fonte – sulle lotterie istantanee (i cosiddetti gratta e vinci). Sui premi dai 50/100 euro in su trattenere “automaticamente” il 10% da “girare” alle emergenze regionali. In pratica le percentuali dei “gratta e vinci” venduti in Campania – ad esempio – destinati alla Campania e così in afferenza a ciascuna Regione.
Sullo stesso fenomeno dei giochi, penso, si possa fare qualcosa ancora.
Come dice Lei “Chiunque può fare qualcosa per il nostro Paese deve farlo”.
Ebbene anche gli introiti dei vari giochi (segnatamente per quelli “trisettimanali” che sembrano quasi una finanziaria) potrebbero contribuire.
Senza considerare il gioco del venerdì che è a livello Europeo.

Cordiali saluti e – non solo per campanilismo – davvero complimenti per il garbo, la competenza e la grande sensibilità.
Lo dico da cittadino napoletano e da “umile” pubblicista iscritto all’Ordine, cui Lei fa onore. 

Raimondo Miele