Covid-19 e l'informazione
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Senza ansia, ma con senso di responsabilità, i mezzi di comunicazione devono dare informazioni sul Covid-19 ma non generare un panico immotivato

In un tempo in cui è necessario demarcare, in maniera dirimente, il confine tra comunicazione ed informazione, è essenziale porre un baluardo, a difesa di taluni principi fondamentali.

La barriera principale, ritengo, deve essere identificata nel principio di come l’apprendimento debba sostenere le responsabilità.

Fobie, paure, apprensioni irrazionali e fuori luogo portano, inevitabilmente a connotazioni comportamentali inspiegabili e, sovente, perfino arbitrarie.

Ci si arrovella nel recepire comunicazioni come allarmi e informazioni come preoccupazioni.

Non è così; intendere i dati che riceviamo come un incoraggiamento a paure immotivate, non aiuta e neppure giova a nessuno.

Il Covid-19

E’ vero che siamo di fronte ad un’insidia di notevole apprezzamento, il Covid-19, ma il valore della scienza e la qualità di coloro che sono impegnati sul campo, devono essere un incoraggiamento alla speranza; una sollecitazione alla fiducia.

Personale medico ed infermieristico, appartenenti alle Forze dell’Ordine, componenti della Protezione Civile si prodigano, tutti indistintamente, per arginare il particolare momento che vive l’intera Collettività.

Non dobbiamo perdere mai di vista tali impegni, altrimenti ci rendiamo vulnerabili.

Facciamo attenzione alla fonte delle notizie, stabiliamo un contatto corretto con la provenienza dell’informazione; ascoltare le voci di un vicino, di un conoscente, di una persona incontrata per caso, metterci al corrente di incipienti e negativi risvolti, non ha senso.

La divulgazione ai tempi dei social

E’ il vulnus della divulgazione ai tempi dei social, non dobbiamo farci trascinare nel vortice di approssimazioni e superficialità, non possiamo consentire di farci travolgere da vaticini senza supporti provati e da rivelazioni desunte da illazioni senza senso.

Le congetture non devono travalicare i confini delle certezze e delle giuste valutazioni, altrimenti il momento difficile si tramuta in tempo critico e, in tale maniera, gli equilibri vacillano.

Facciamo in modo che il patrimonio culturale, scientifico e tecnologico non venga travolto da insostenibili tesi, senza alcun riferimento qualificato.

Adeguiamoci al tempo e proviamo ad essere fiduciosi, senza sparare nel mucchio e, soprattutto, evitando di trasformarci, senza averne titolo, in virologi e previdenti gestori di criticità.

Informiamo sull’evoluzione, comunichiamo le sostanziali notizie afferenti agli episodi ed agli sviluppi, ma non ci facciamo trascinare in irrilevanti situazioni. Non possiamo e non dobbiamo; perseguiamo un fine preciso: quello di essere megafono della verità. Senza se e senza ma.

Con convinzione, ma con la consapevolezza di dover anche infondere fiducia e speranza.